Travolto da un tir mentre attraversa in piazza Ovidio, muore l’ottantenne Ghelimi Layachi: “Habitué, chiedeva offerte in zona” |
Il tir che ha travolto l’anziano in piazza Ovidio
Per approfondire:
Articolo: Milano Rogoredo, traffico ferroviario in tilt: morto un uomo investito da un trenoArticolo: Auto investe ciclista in via Belisario: gravissima una 49enneArticolo: Tragedia in piazza Ovidio: 75enne travolto e ucciso da un tirMilano, 18 marzo 2026 – I segni di gesso sull’asfalto disegnano una traiettoria che dal piccolo spartitraffico all’angolo con via Salomone porta alla rotonda centrale di piazza Ovidio. Proprio in quel punto, a circa sette metri dalle strisce pedonali con semaforo, avrebbe attraversato Ghelimi Layachi, l’ottantunenne marocchino travolto nel primo pomeriggio di ieri da un tir guidato da un cinquantasettenne.
Stando alle prime informazioni, il camion è passato col verde alle 14.20 per proseguire verso via Mecenate: l’autista si è trovato davanti all’improvviso l’anziano pedone e non è riuscito a frenare in tempo per evitare l’impatto. Il pensionato, che viveva in via Porpora e che indossava anche un paio di auricolari per persone con ridotta capacità uditiva, non ha avuto scampo, finendo schiacciato sotto le ruote del mezzo pesante: i sanitari di Areu non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, per poi lasciare spazio alle operazioni dei vigili del fuoco per disincastrare il cadavere dagli pneumatici.
In piazza Ovidio sono arrivati anche gli specialisti del Radiomobile della polizia locale per effettuare i rilievi sul luogo dell’investimento letale e ricostruire con esattezza la dinamica: pare non ci siano testimoni, ma le telecamere di videosorveglianza installate nella zona potrebbero aver ripreso immagini utili alle indagini. L’autista è stato sottoposto, come sempre accade in questi casi, ai test per rilevare l’eventuale assunzione di alcol o droga. Il pm di turno ha disposto il sequestro del veicolo, che porta le insegne di una ditta di autotrasporti con sede in via Toffetti a Rogoredo, e l’autopsia sul corpo di Layachi.
Chi era, l’ottantunenne? E perché si trovava in piazza Ovidio, distante chilometri dalla sua zona di residenza tra Loreto e Lambrate? Alcuni cittadini del quartiere raccontano che l’uomo fosse un frequentatore della zona, “aveva l’abitudine di sedersi nella piazzetta dove si trova l’area cani e chiedeva un’offerta ai passanti”. Verosimilmente gravitava attorno all’Ortomercato per poi spostarsi sulle panchine della piazza. “Una tragedia”, commenta chi lo vedeva sulle panchine quasi ogni giorno.
Il tir fermo dopo lo schianto
Un’ora e mezza prima, un altro grave incidente è avvenuto in viale Belisario, in zona CityLife: una ciclista di 49 anni, che stava aspettando sul ciglio della strada per attraversare, è stata centrata dall’auto guidata da un ottantacinquenne, che è salita sul marciapiedi e ha abbattuto un semaforo. La donna è stata trasportata in codice rosso al Niguarda: ha riportato traumi in varie parti del corpo. Ferito anche il conducente della macchina, al Fatebenefratelli con un trauma toracico.
Layachi intanto è la quarta vittima della strada a Milano nel 2026. A inaugurare la Spoon river dell’anno era stato il bodyguard dei vip Simone Bonino, morto a 45 anni in corso Sempione lo scorso 24 gennaio dopo lo scontro tra la sua Bmw e un mezzo Amsa che non avrebbe rispettato la precedenza. Due giorni dopo, il bersagliere settantanovenne ex generale di brigata Filippo Triggiani, di 79 anni, è deceduto in via Ovada, probabilmente dopo aver accusato un malore al volante. Mentre un mese fa esatto, era il 16 febbraio, Andrea Curti, milanese di 52 anni, era in sella al suo scooter quando si è scontrato con una minicar elettrica Twizy guidata da un diciottenne in via Caduti di Marcinelle, zona Rubattino. È stato accompagnato al Niguarda in condizioni critiche e non ce l’ha fatta a salvarsi.
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