Assalto in villa, Urgnano sotto shock: “In paese viviamo con la paura, noi donne mai da sole in casa”

Carabinieri a Urgnano dopo una rapina in villa

Articolo: Rapina in villa a Urgnano, il racconto della famiglia in preda ai banditi e al terrore: “Fa rabbia e paura”

Articolo: Armi e coltelli, rapina choc a Urgnano. Famiglia prigioniera dei banditi

Urgnano (Bergamo) - Un paese sotto shock. È una reazione di incredulità mista a paura e rabbia quella che si vive nella zona di via Provinciale a Urgnano, dopo la rapina in villa subita l’altra sera dal titolare di una ditta idrotermica, sequestrato in casa con la moglie e il figlio quindicenne da tre rapinatori incappucciati, armati di pistole e coltelli, probabilmente originari dell’Europa dell’Est, che lo hanno costretto a consegnare un Rolex Submariner del valore di circa 10mila euro, 500 euro in contanti e due fucili da caccia.

Armi e coltelli, rapina choc a Urgnano. Famiglia prigioniera dei banditi

L’assalto ha scosso l’intera comunità. Ogni residente ha da raccontare un episodio di criminalità con cui ha dovuto fare i conti di recente o da esternare la preoccupazione per il clima di insicurezza. «Al momento della rapina (circa le 20,30, ndr) eravamo gli unici aperti, stavamo lavorando ma non abbiamo visto niente – raccontano da un kebab della zona – I carabinieri ci hanno chiesto le riprese delle telecamere».

Su via Provinciale ci sono i moltissimi impianti di videosorveglianza dei negozi e l’augurio dei carabinieri di Urgnano e Treviglio che indagano sull’accaduto è che abbiano ripreso i malviventi in fuga. «Io non mi sono accorto di nulla – spiega un ragazzo che abita nella villetta accanto a quella della rapina – Solo alle 21 ho visto i carabinieri e ho saputo cos’era successo. Questa gente per rubare non aspetta neanche che uno esca di casa, vengono a prenderti mentre stai cenando».

Armi e coltelli, rapina choc a Urgnano. Famiglia prigioniera dei banditi

«Ci sono stati furti in questa zona – aggiunge un altro residente – Da me sono entrati due volte, ma non è mai accaduta una cosa così grave. I carabinieri fanno quello che possono, ma ci vorrebbero maggiori controlli».

I rapinatori hanno puntato la testa di padre, madre e figlio, li hanno legati con delle fascette, li hanno fatti stendere a terra e hanno poi costretto il capofamiglia ad aprire la cassaforte. Poi si sono dileguati, facendo perdere le loro tracce. «Si vive con la preoccupazione che un episodio simile possa accadere di nuovo – rivela una residente di via Provinciale – Io cerco di non essere mai sola in casa, ma non basta a scoraggiare questi delinquenti».  

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