A Treviglio come su Marte: l’installazione che spiega come (non) si vive sul Pianeta Rosso
La simulazione Cast for Mars, dopo il test a Treviglio, partirà per l’Estremo Oriente
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Una produzione partita tre anni fa, che è entrata nella fase operativa a Treviglio dove l’installazione sarà operativa fino al 28 marzo.
A concepirla Alter Agent, società specializzata nel live entertainment con uffici a Milano e a Tokyo. Un progetto internazionale che vede in società anche un fondo d’investimento di Singapore, che ha messo a disposizione 5 milioni.
L’installazione
Gli ingressi del pubblico avvengono ogni quarto d’ora, a gruppi di una trentina di persone che subito vengono divise. Da una parte i coloni che, calzate tute e guanti, sperimentano Cast for Mars come una sorta di gioco di ruolo sull’esempio delle escape room, sottoponendosi a una serie di sfide e problemi da risolvere in cui diventa fondamentale la cooperazione.
L’esperienza del resto del pubblico invece è simile a quella di un teatro immersivo. I più piccoli si divertono con la scienziata stralunata e la voce metallica dell’AI mentre si muovono tra i vari angoli dei laboratori della colonia, allestita con un design volutamente retrofuturistico.
Un'immagine dell'installazione: simulate le condizioni estreme dell'atmosfera del Pianeta Rosso
L’insegnamento
Calati nella narrazione costellata di momenti ironici e gag, ma che si basa su elementi scientifici, i visitatori vengono portati a fare i conti con le difficoltà di una vita su Marte. Si scopre così che, mancando l’atmosfera, il sole non fa venire la tintarella ma bombarda la superficie di radiazioni mortali. Si impara poi che il rischio di disidratazione è estremo in un ambiente senza umidità e privo d’acqua.
“La sorpresa più bella è la voglia del pubblico di divertirsi e interagire”, spiega Francesco Fiore, socio dell’Alter Agent e produttore esecutivo. Dopo il rodaggio a Treviglio, Cast for Mars partirà per l’Estremo Oriente, prima tappa di un tour internazionale che dovrebbe durare dieci anni.
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