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Strage di pesci a Gaggiano: corso d’acqua deviato dal contadino per irrigare i suoi campi. Aveva il permesso di farlo?

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07.04.2026

La moria dei pesci nella roggia deviata nei campi di Gaggiano

Per approfondire:

Articolo: Gaggiano, contadino devia il corso di una roggia per irrigare i campi e provoca una strage di pesciArticolo: Coppia di ubriachi scivola nel canale: salvati dai pompieriArticolo: Sentinelle del Parco Sud in azione. Salvati tre quintali di pesci

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Tiene banco la notizia della moria di pesci provocata dalla deviazione di una roggia da parte di un agricoltore a Gaggiano. Bilancio che sarebbe stato peggiore se non fossero intervenuti i vigili del fuoco con le autobotti per salvare parte di pesci lasciati senz’acqua e interrompere la mattanza. Il disastro, dunque, è stato causato da un contadino che ha deciso di deviare un corso d’acqua per irrigare i suoi campi e ha prodotto una strage di pesci. rifiutandosi di reimmettere acqua nella roggia. 

L’allarme e l’intervento

A lanciare l’allarme alle autorità sono state le Sentinelle del Parco Sud, alle quali alcuni residenti della zona avevano segnalato una grave sofferenza della fauna ittica presente nella roggia: carpe di grossa taglia (tra i tre e i cinque chili), cavedani e pesci di piccola taglia appartenenti a diverse specie. Nel giorno di Pasqua sono intervenute le Gev, che a loro volta hanno richiesto l’intervento delle guardie regionali del Niv e dei Vigili del Fuoco, giunti con autocisterne per ossigenare la poca acqua rimasta in alcuni pozzi. L’agricoltore è molto conosciuto nella zona di San Vito, la piccola frazione di Gaggiano dove si sta verificando la moria di pesci. Non ha voluto far tornare l’acqua e si è poi reso irreperibile alle chiamate degli agenti, spiegano le Sentinelle.

Il corso d'acqua deviato a Gaggiano

L’accusa

"Con poco sforzo avrebbe potuto evitare la moria. E pensare che la loro categoria si considera tutrice dell’ambiente: fortunatamente non tutti gli agricoltori sono così", dicono gli ambientalisti. L’agricoltore ha scaricato una grande quantità di terra per forare una diga e deviare l’acqua su un’altra roggia irrigua che, paradossalmente, dopo alcune centinaia di metri torna a confluire con quella lasciata all’asciutto. Nelle prossime ore, se non verrà riaperto il flusso d’acqua, è previsto un ulteriore intervento per recuperare i pesci e trasferirli in un altro corso d’acqua. "È probabile che il contadino avesse anche l’autorità di deviare il corso d’acqua ma ora i costi del recupero ittico che li pagherà?", si chiedono le Sentinelle.

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