Il caso Opera tra gravidanza e incompatibilità. Parla Desirè Gugliandolo:“Figli usati per ricattare. Pagina buia per il Comune”

L’assessore di Opera, Desirè Gugliandolo, al centro della polemica sull’incompatibilità sollevata dall’opposizione

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Il botto c’è stato durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, svoltasi mercoledì sera, quando è iniziata la discussione su un’interpellanza della consigliera comunale di opposizione Fabiana Di Pino, che chiedeva quali rapporti vi fossero tra il sindaco e l’assessora, ritenendoli incompatibili, e mostrando una foto che li ritrae tutti insieme con i figli a Natale, pubblicata sui social per fare gli auguri ai cittadini e firmata dal sindaco e dall’assessora stessa.

Il primo cittadino ha replicato sostenendo che non sussistono incompatibilità di legge, ma ha poi confermato che il figlio che l’assessora aspetta è suo. Da qui il clima si è surriscaldato ed è iniziato lo scontro politico, che rischia di finire sui banchi di un tribunale.

L’assessora Desirè Gugliandolo racconta quanto vissuto in consiglio comunale: “Quanto accaduto rappresenta una pagina buia per la nostra amministrazione. La scelta della consigliera Di Pino di esibire le immagini di minori oscurati, ma verbalmente indicati come figli miei rendendoli quindi riconoscibili, non è solo un atto politicamente deplorevole ma configura una violazione dei diritti dei bambini che non può restare impunita. La riservatezza dei minori è infatti un limite invalicabile che prevale su qualsiasi diritto di critica politica. Identificare pubblicamente dei bambini in una sede istituzionale, registrata e trasmessa in streaming, costituisce un grave illecito. Per questi motivi sto valutando di avviare azioni legali nelle competenti sedi, penali e civili”.

Quanto accaduto ha ricadute, in generale, sull’amministrazione comunale e la rappresentanza dei cittadini?

“Ha ricadute negative sulla consigliera Di Pino poiché con questo gesto ha tradito il giuramento di fedeltà alle istituzioni e al mandato ricevuto dai cittadini operesi. Chi utilizza i figli degli avversari come arma di ricatto politico dimostra un’inadeguatezza etica e morale incompatibile con la carica di rappresentante dei cittadini che, infatti, sui social mi mostrano solidarietà. Per questi motivi mi aspetto le dimissioni immediate della Consigliera Di Pino”.

Quando è nata la vostra storia?

“Ho conosciuto Ettore Fusco in aprile dell’anno scorso con l’inizio della campagna elettorale. La scelta di nominarmi assessore alla Politiche sociali oltre che legata agli accordi di coalizione è stata dettata da competenze e professionalità specifiche. Solo successivamente alla nomina, lavorando al fianco del Sindaco, è nata una relazione con Fusco sfociata presto in qualcosa di più profondo”.

Ritiene che non ci siano incompatibilità?

“In base alla legge italiana, sindaco e assessore fidanzati, conviventi o meno, possono fare parte della stessa giunta purché non siano legati da vincoli formali di parentela, affinità o matrimonio. Pertanto, la nomina è legalmente possibile e noi non abbiamo mai fatto mistero del nostro rapporto, mostrandoci sempre trasparenti verso la cittadinanza”.

L’opposizione non ha argomenti politici e quindi si occupa del vostra vita privata?

“Non tutta, bisogna essere obbiettivi, ma considero con amarezza che la politica deve essere confronto di idee e programmi, non una gogna mediatica che coinvolge la vita privata e i minori. Invito quindi la Consigliera Di Pino, come stanno facendo tanti cittadini che la stanno ora criticando, a concentrarsi sul fare un’opposizione politica utile al territorio e agli operesi e non solo pettegolezzi da bar”.

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