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Svolta alla Unilever di Casalpusterlengo: il 70 per cento dei lavoratori eviterà il licenziamento diretto

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01.04.2026

In bilico 49 dipendenti Lever su 110

Per approfondire:

Articolo: Casalpusterlengo, Unilever caso internazionale: Comitato europeo in campo in difesa del sitoArticolo: Omicidio di Rogoredo, la difesa di Cinturrino chiede la perizia psichiatrica su 5 testimoni: “Da accertare gli effetti della tossicodipendenza”Articolo: Unilever, “no agli esuberi” e la rabbia dei lavoratori: “Vogliono sacrificare il nostro fiore all’occhiello”

Casalpusterlengo, 1 aprile 2026 – L’incontro in Assolombarda ha segnato una svolta numerica nella vertenza Unilever, il colosso della detergenza che per il sito di Casalpusterlengo ha aperto una procedura di mobilità. Se il 5 marzo il clima era di gelo totale, dopo l’annuncio di 49 esuberi su 110 lavoratori della divisione Ricerca e Sviluppo (R&D), quasi uno su due, oggi si parla di una possibile via d’uscita per la stragrande maggioranza del personale.

Dalle analisi effettuate tra le parti sociali e l’azienda l’altro pomeriggio – ieri invece le assemblee informative per i lavoratori – è emerso che il 70 per cento dei dipendenti inseriti nella procedura di mobilità potrebbe evitare il licenziamento diretto.

Non si tratta di una stima astratta, ma del risultato di un incrocio tra diversi interventi che potrebbero essere messi in campo: pensionamenti e prepensionamenti, attraverso una mappatura puntuale del personale sia del Centro Ricerca sia della fabbrica che ha maturato o è prossimo ai requisiti pensionistici; ricollocamenti interni attraverso la possibilità di spostare una quota di dipendenti dalla divisione R&D direttamente nei reparti produttivi. “L’obiettivo è erodere quel muro iniziale di 49 unità con uscite volontarie incentivate e ricollocamenti in realtà aziendali esterne”, spiegano i sindacati.

Nonostante l’ottimismo, l’operazione risulta complessa. Spostare lavoratori tra reparti diversi o gestire l’uscita verso la pensione richiede verifiche individuali. L’azienda ha confermato che la riorganizzazione è dettata da necessità di digitalizzazione e recupero di competitività, ma il sindacato preme affinché questi processi non si traducano in una perdita secca di competenze per il territorio. Decisivo sarà l’incontro decisivo dell’8 aprile, quando i numeri diventeranno nomi e cognomi.

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