La carica dei 100mila al corteo del 25 Aprile a Milano: in strada neonati e ottantenni, “perché la democrazia non è scontata” |
Una grande festa di piazza e di popolo per le strade di Milano
Per approfondire:
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SeguiciMilano, 26 aprile 2026 – “Ho 82 anni. Anche se non ricordo la Liberazione perché ero troppo piccolo, c’ero. L’ho respirata”. E quel vento di allora, Massimo Sampaoli se lo porta dentro. Ieri è partito dal suo quartiere, Crescenzago, alla volta di Porta Venezia per il corteo del 25 Aprile insieme alla moglie e agli amici. Tutti tra i 75 e gli 89 anni. “Siamo sempre dalla stessa parte – dice Sampaoli, bancario in pensione – e c’è bisogno sempre di esserci. Soprattutto adesso, vista la situazione internazionale e anche quella italiana. Penso ad esempio al decreto sicurezza appena approvato” e convertito in legge, con la correzione-lampo della norma sui rimpatri.
La carica dei centomila al corteo: in strada pure neonati e ottantenni
Marzia Dalla Rosa
“Ma io penso che dopo la tempesta torna sempre il sole”. Il sole rende rovente questo 25 aprile, partecipatissimo, con 100mila persone in strada. Gente di ogni età, da bambini ad anziani. Tante famiglie, gruppi di adolescenti e di adulti, decine di associazioni. La manifestazione continua a unire le generazioni. Marzia Dalla Rosa partecipa alla marcia insieme alla figlia Giulia, diciottenne, disabile. Mentre spinge la carrozzina, la donna spiega che “per mia figlia è il primo corteo della Liberazione. Ci tenevo che partecipasse. Ai tempi del nazifascismo sarebbe stata da eliminare mentre invece oggi può essere ciò che vuole, grazie a chi si è battuto per l’uguaglianza e l’inclusione. Frequenta la terza superiore al liceo delle scienze umane all’Istituto Pasolini e si trova benissimo”. Anche Valentino Audino spinge una carrozzina: quella della sua bimba di 10 mesi, Maria Laura. “Anche per lei è il primo corteo. Per forza, l’anno scorso non era ancora nata”.
Un momento di tensione con un esponente della Brigata ebraica
Tanti papà e tante mamme coi loro bambini al corteo che ha sfilato per le vie del centro
Una festa di libertà
Al suo fianco, la moglie Roberta Avelino che è di origine brasiliana. “Oggi – dice lei – è il mio compleanno. Sto festeggiandolo con un sacco di gente”. Audino è originario di Caulonia, in Calabria. “Lavoro in una fonderia – fa sapere –. Io penso che si debba dare un senso a questa giornata partecipando alla manifestazione. Se siamo qui, oggi, a poter scegliere di andare a fare una grigliata o a correre in un parco, è grazie a chi 81 anni fa si è battuto per la libertà di tutti”. Anche per Maria Teresa Palumbo, biologa, “non c’è altro modo di trascorrere questa giornata, se non in questa maniera. Tutti gli anni è importante esserci, per ribadire i nostri princìpi”. E come ogni anno si è appuntata sul petto una spilla a forma di papavero, realizata a uncinetto. Tanti hanno tra le mani fiori rossi per onorare i partigiani.
Il palco dell'Anpi in piazza Duomo
Il primo 25 Aprile a 12 anni
Al suo primo corteo del 25 aprile sfila pure Daria, dodicenne, insieme ai suoi genitori. “Io partecipavo quando ero ragazza e oggi sono di nuovo qui, con mia figlia, per difendere i valori della Resistenza” sottolinea la madre Cecilia Penati, impiegata come il marito Massimiliano Fadini. “Sempre più c’è bisogno di ribadire i nostri valori, di darci da fare per la pace e la solidarietà. Nel proprio piccolo, ciascuno può fare la differenza”, aggiunge. “A scuola – dice Daria – racconterò ai miei compagni di questa giornata. E non escludo di incontrarne qualcuno qui”. Tra i giovani in strada, Leda Mazzari insieme all’amico Sebastiano Pesce. Lei, di 23 anni, studia alla Civica scuola interpreti e traduttori.
I giovani sono stati anche i protagonisti del referendum che ha respinto la riforma della giustizia
"La democrazia non è scontata”
“Sono qui perché la democrazia non va data per scontata. Bisogna sempre difenderla. È importante ribadirlo e non cedere mai, perché il rischio è di ritrovarsi, un giorno, in un mondo non più democratico, trasformato a poco a poco, senza che ce ne accorgessimo. Dobbiamo restare vigili”. L’amico Sebastiano, di 22 anni, studia Pittura all’Accademia di Brera. “Sono originario di Bari – fa sapere –. La manifestazione unisce decine di migliaia di persone di ogni età e questo mi rende orgoglioso”. In mano ha un cartello: “Ho letto tutta la Costituzione, alla fine il fascismo muore”. Le lettere sono tutte colorate, “è importante per combattere il buio e tenerlo sempre lontano, dopo 81 anni”.
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