Il passeggero ferito sul tram deragliato: “In un attimo l’inferno: sono caduto a terra, cercavo un’uscita” |
Giovanni Gilioli, 47 anni è un passeggero abituale del tram 9
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Giovanni Gilioli, quarantasettenne, musicista e docente di pianoforte, era sul tram 9 che venerdì è deragliato in viale Vittorio Veneto causando due morti e 54 feriti. Soccorso subito all’ospedale Niguarda per contusioni lievi, ieri pomeriggio era ancora ricoverato.
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Come sta?
“Meglio. Dalla radiografia non è emerso nulla di rotto ma i medici hanno preferito tenermi in osservazione per precauzione, perché prendo dei farmaci anticoagulanti e i colpi presi dopo lo schianto mi hanno causato dei grossi ematomi. Nulla di preoccupante, comunque”.
In che parte del tram si trovava?
“Ero in fondo”.
Prende quel mezzo per abitudine o è stato casuale che si trovasse lì?
“Sono un passeggero abituale del tram 9, lo prendo tutti i giorni”.
Cosa ricorda dello schianto?
“È successo tutto in un attimo, senza che avessi modo di rendermene conto. Ero in piedi, ho sentito un frastuono e poi mi sono ritrovato a terra”.
Qualcuno le è caduto addosso, al momento dell’impatto?
“No, nessuno mi è venuto addosso. Dopo pochi secondi mi sono rialzato e ho realizzato quello che era successo: il tram era deragliato schiantandosi contro un palazzo (squarciando il muro e finendo la corsa dentro un ristorante giapponese, dove in quel momento c’erano cinque lavoratori riusciti a mettersi in salvo per un soffio, ndr). A me è a andata bene perché, al netto della botta presa al braccio destro, che mi si è subito gonfiato, sono riuscito a rialzarmi subito e a scendere poco dopo dal tram. Nel frattempo erano arrivati i soccorsi. Io stavo bene, in confronto a tanti altri. Cadendo a terra, però, mi sono cadute le chiavi di casa”.
Se ne è accorto mentre era ancora sul tram?
“Sì, mi sono reso conto di non averle più, devono essermi scivolate dalla tasca quando sono caduto, allora le ho cercate lì attorno e per fortuna le ho ritrovate. Poi ho cercato l’uscita”.
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Ed è stato soccorso sul posto?
“Sì, ho avuto del ghiaccio da mettere sul braccio e una coperta termica. Mentre ero seduto a terra, sul verde, dei giornalisti mi hanno intervistato e diversi conoscenti mi hanno visto poi in televisione. Quindi appena ho potuto ho scritto dei post su Facebook per rassicurare tutti, confermando di essere tra i passeggeri feriti ma mostrando che stavo bene”.
Poi è stato accompagnato in ospedale?
“Sì. I medici hanno svolto tutti gli accertamenti e hanno preferito tenermi in osservazione per una notte. Ora sto aspettando le dimissioni (che sono poi arrivate in giornata, ndr). Anche questa è passata. Mi dispiace immensamente per chi ha perso la vita e per chi sta soffrendo”.
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