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Chiede a tre giovani di fare silenzio: in cambio riceve una coltellata

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07.04.2026

Giuseppe Nolè 39enne di Melegnano ha raccontato di essere stato aggredito la notte di Pasqua

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Melegnano, 7 aprile 2026 “Ho visto la lama vicinissima al viso e ho avuto la prontezza di proteggermi con il braccio, altrimenti quel ragazzo mi avrebbe sfregiato. Sono ancora sotto choc”. Giuseppe Nolè, trentanovenne di Melegnano, racconta di essersi trovato faccia a faccia con una banda di ragazzi violenti la notte di Pasqua e di essere stato colpito da un fendente all’avambraccio “riuscendo a limitare le conseguenze solo grazie alla prontezza di riflessi”.

Gli aggressori sono riusciti a dileguarsi e l’uomo è finito all’ospedale di Vizzolo Predabissi dove gli è stata medicata la ferita, che per fortuna si è rivelata superficiale (la prognosi è di due giorni). “Ma resta la paura”, dice Nolè, che nei prossimi giorni presenterà denuncia assistito dagli avvocati Claudio Defilippi e Gianna Sammicheli del foro di Milano.

I fatti

L’aggressione risale alla notte tra sabato e domenica. “Era più o meno l’1.30, stavo camminando in via Zuavi – racconta – per andare a prendere un caffè in un distributore automatico. Io mi occupo di sviluppare siti internet nel campo del digital marketing e mi capita di lavorare anche di notte. In quel momento di pausa ho incrociato un gruppo di ragazzi, avranno avuto 25 anni, di origine nordafricana. Stavano ascoltando musica ad alto volume e schiamazzavano. Li ho invitati a fare silenzio, uno di loro mi ha risposto in arabo e mi sono ritrovato circondato”.

La sua impressione è che “nel venirmi vicino abbiano notato gli anelli d’oro che indossavo e l’orologio. Penso che volessero sia farmi del male e sia rapinarmi. Non mi facevano passare”.

L’attacco

Tutto è successo in pochi secondi, “il ragazzo che mi aveva parlato ha tirato fuori un coltello e ha provato a colpirmi al volto. Io ho fatto appena in tempo a mettere davanti il braccio sinistro, altrimenti mi avrebbe preso in pieno viso, e ho allontanato il coltello. Poi sono riuscito a spostarmi per mettermi in salvo. E quei tre sono scappati. Il braccio mi sanguinava, peraltro la lama mi ha tagliato la pelle proprio in corrispondenza di un tatuaggio. Nel frattempo avevo raggiunto piazza IV Novembre, volevo chiedere aiuto ma non avevo portato con me il cellulare”.

Per strada, prosegue, “non c’era più nessuno. In quei giorni il centro era pieno di attrazioni per la tradizionale Fiera del Perdono di Melegnano, con street food e bancarelle, ma a quell’ora era tutto chiuso. Devo ringraziare l’unica persona presente, lì per caso, che si è avvicinata ad aiutarmi: Gianluca Fumarola, un maestro di arti marziali. Vedendomi sanguinante e sofferente ha subito chiamato il 112”.

La medicazione

Poi Nolè è stato accompagnato in ambulanza all’ospedale di Vizzolo Predabissi, dove è stato medicato per “una ferita da taglio all’avambraccio sinistro estesa circa 5 centimetri, con profondità di un millimetro” e dimesso con un “dolore acuto da trauma”. Ora “devo medicarmi la ferita a casa per 5 giorni”, spiega.

“Mi è andata bene, sarebbe potuta finire molto peggio. Io ancora sono spaventato. So che dall’ospedale hanno allertato le forze dell’ordine. Sono intervenuti i carabinieri. Io andrò a sporgere denuncia in questi giorni con l’auspicio che i responsabili vengano individuati. Li ho visti stazionare altre volte nella zona, sono un pericolo”.

L’avvocato Claudio Defilippi assicura che “faremo denuncia. Il mio cliente ha rischiato la vita, chiederemo un risarcimento danni perché il diritto alla sicurezza deve essere garantito. E se gli autori sono nullatenenti, ci rivarremo sullo Stato: le persone devono poter uscire di casa serenamente”.

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