Ridurre, rallentare, riflettere: qualche consiglio per un Natale libero dalla corsa all’oggetto (e all’imballaggio che diventa rifiuto)

Se durante l'anno consumiamo tanto, a Natale consumiamo troppo

Il Natale ha sempre avuto un doppio volto. Da una parte la promessa di un tempo sospeso, di un ritorno alle relazioni, di un’umanità che sembra più semplice quando è illuminata dalle luci calde delle strade. Dall’altra, un ingranaggio collettivo che ogni anno si rimette in moto identico a se stesso, spingendoci verso il consumo come rito obbligato, come linguaggio affettivo codificato. Il paradosso è che ci siamo talmente abituati a questo meccanismo da non vederlo più: lo abitiamo come un set cinematografico, a cui aderiamo senza quasi rendercene conto.

Osservato con uno sguardo sociologico, il Natale racconta come nessun altro periodo dell’anno il legame tra società, oggetti e identità. È la festa che rivela la nostra dipendenza culturale dall’atto del possesso: ciò che doniamo e ciò che riceviamo agiscono come simboli, come estensioni di noi stessi. La società dei consumi non ci ha solo insegnato a comprare: ci ha insegnato a comunicare attraverso ciò che........

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