Euro digitale: ecco come sarà. E perché sarà più sicuro e comodo di cash e pagamenti elettronici |
l’Eurotower della Bce a Francoforte; nel riquadro, l’economista Nicola Branzoli
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SeguiciPavia, 20 aprile 2026 – Nel cuore delle trasformazioni che attraversano l’economia internazionale, l’Unione europea si trova oggi a ridefinire il proprio ruolo anche attraverso la gestione della politica monetaria e lo sviluppo di nuove forme di moneta digitale.
Se ne parlerà oggi alle 21 nell’aula goldoniana del collegio Ghislieri di Pavia nell’incontro ’La sovranità monetaria europea e il progetto dell’euro digitale’. Interverrà Nicola Branzoli, economista di Banca d’Italia, a capo della divisione normativa, ricerca e supporto tecnico presso l’Unità Euro Digitale.
Cos’è l’euro digitale e quali le principali differenze rispetto al contante e ai pagamenti elettronici tradizionali?
“L’euro digitale sarà come il contante, ma in forma elettronica - spiega Branzoli, pavese d’origine, laurea a Pavia e dottorato all’Università del Wisconsin-Madison -. Moneta pubblica, accettata ovunque nell’area euro, emessa e garantita dalla Bce, che affiancherebbe banconote e monete senza sostituirle. Rispetto al contante, offrirebbe stessa sicurezza e stesso valore, ma con la comodità dei pagamenti elettronici. Rispetto ai pagamenti elettronici tradizionali potrà offrire una maggiore livello di privacy e funzionare anche senza connessione internet, un po’ come quando si passa una banconota di mano in mano. Significa portare un bene pubblico, come le banconote, dove oggi non arriva”.
Quale ruolo svolgono la Banca centrale europea e la Banca d’Italia nello sviluppo e nella gestione dell’euro digitale?
“La Bce, la Banca d’Italia e le altre banche centrali nazionali dell’area euro stanno realizzando nel concreto il progetto. Come Banca d’Italia stiamo realizzando insieme ad altre banche centrali l’infrastruttura, ossia i centri dati, i programmi e le connessioni su cui potranno passare migliaia di pagamenti al secondo in euro digitale”.
Una data?
“È un progetto complesso ma i lavori sono a buon punto. Stiamo selezionando gli intermediari che parteciperanno alle sperimentazioni pilota. L’obiettivo è avere una soluzione collaudata per 450 milioni di residenti europei e decine di milioni di imprese in Europa per il 2029”.
Quali vantaggi comporterebbe l’introduzione dell’euro digitale per cittadini e imprese?
“Per i cittadini ci sono diversi vantaggi. L’euro digitale sarà uno strumento senza commissioni per fare pagamenti, ricevere denaro, aprire, trasferire o chiudere un conto. Ci saranno enti dedicati - potrebbero essere gli uffici postali - che forniranno assistenza agli utenti più fragili. Per le imprese, soprattutto le più piccole, potrebbe ridurre le commissioni legate ai pagamenti elettronici e aumentare la concorrenza tra i servizi di pagamento, con effetti positivi anche sui prezzi finali. Inoltre, offrirebbe incassi immediati e maggiore continuità operativa”.
E rischi?
“Per cittadini e utenti francamente non ne vedo, ci potrebbero invece essere impatti sugli intermediari, ma li presidieremo attentamente: per esempio, eviteremo effetti negativi sulle banche tramite limiti agli importi detenibili dagli utenti e meccanismi automatici di collegamento con i conti correnti affinché i cittadini possano sempre usare l’euro digitale. L’obiettivo è innovare senza compromettere la stabilità del sistema”.
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