Brembio, Pierpaolo Bodini morì sul lavoro: negato il patteggiamento al titolare dell’azienda

Pierpaolo Bodini morto a 18 anni travolto dal braccio di una seminatrice

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Brembio (Lodi), 5 marzo 2026 – Il primo passaggio processuale segna un cambio di passo nell’inchiesta sulla morte di Pierpaolo Bodini, lo stagista diciottenne di Brembio deceduto il 20 giugno 2024 durante le operazioni di pulizia di una seminatrice in un’azienda agricola del territorio. Nell’udienza che si è tenuta ieri al Tribunale di Lodi, infatti, la Procura – dopo un’iniziale disponibilità – ha espresso parere contrario alla proposta di patteggiamento avanzata dalla difesa del cinquantanovenne titolare dell’azienda.

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Una posizione motivata anche alla luce dei precedenti dell’imprenditore, già condannato in passato a undici mesi in seguito ad un patteggiamento per inquinamento ambientale per versamento di sostanze nocive. Alla luce di questo quadro, il giudice ha dunque disposto la restituzione degli atti alla Procura affinché venga riformulato il capo d’accusa.

Nessun risarcimento

L’ipotesi di patteggiamento non viene però esclusa in assoluto, ma non potrà avvenire alle condizioni prospettate inizialmente dalla difesa. Un’eventuale nuova proposta dovrà infatti tenere conto anche del precedente penale dell’imputato, circostanza che impedirebbe la sospensione della pena e la conseguente assenza di un’istanza di riabilitazione.

Il luogo dove è morto Bodini

Nel corso dell’udienza è emerso anche come, ad oggi, non risulti ancora effettuato alcun risarcimento nei confronti della famiglia Bodini. Un elemento che, pur non incidendo direttamente sul piano penale, viene comunque considerato nella valutazione complessiva dell’atteggiamento dell’imputato.

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Imputato non collaborativo

Secondo quanto emerso, inoltre, l’imputato non avrebbe collaborato nel corso delle fasi successive alla tragedia. Ora tocca alla Procura riformulare il capo d’imputazione che fino a ieri vedeva il titolare dell’azienda accusato di omicidio colposo aggravato dall’inosservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini tecniche disposte dalla Procura e dall’Asst, il braccio della seminatrice su cui Bodini stava lavorando si sarebbe abbassato improvvisamente dopo la rimozione di uno dei perni di sicurezza che avrebbero dovuto impedirne il movimento, travolgendolo. Parallelamente al procedimento penale resta aperto anche il fronte civile avviato dalla famiglia per il riconoscimento dei danni.

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