Tobias Del Piero firma per la Pro Sesto: quei figli d’arte che giocano in provincia lontano dalle pressioni e... dai padri

Tobias Del Piero, 18 anni, firma per la Pro Sesto

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Del Piero (Tobias) alla Pro Sesto, Buffon (Louis) al Pontedera. Oppure Toldo (Andrea), ex Sangiuliano City ora all’Asti. O ancora Martins (Kevin), prestato dal Monza alla Sambenedettese. Scherzi a parte? No, figli d’arte. Cognomi molto spesso pesanti, volti spesso sbarazzini, spessissimo stessa passione per il pallone. Così, può capitare d’imbattersi in nomi apparentemente appartenenti a mondi diversi (per esempio Klinsmann-Cesena: Jonathan, portiere, figlio di Jurgen, ex punta dell’Inter), ma in realtà legati e lì, uno accanto all’altro. Con tanto di stretta di mano. L’ultimo della serie è Tobias Del Piero: 18 anni, la scorsa stagione nelle giovanili dell’Empoli, un passato tra Stati Uniti (Los Angeles) e Spagna (Getafe, Alcorcón), quest’anno partito con la maglia della Sanremese (Serie D, girone A) e ora alla Pro Sesto (Serie D, girone D).

Buon sangue non mente, perché anche la figlia di Alex dà dal tu al pallone: Dorotea infatti, 16 anni, gioca nella Juventus femminile Under 17. Papà o mamma, Sonia Amoruso, nessuna parentela con un altro ex juventino, Nicola, dovranno dividersi tra Vinovo e il Breda: da Sesto San Giovanni, tra l’altro, sono passati anche altri figli d’arte. Andrea Toldo, 20 anni, attaccante e non portiere come l’ex Inter e Nazionale Francesco, che ha poi giocato anche con Magenta e Sangiuliano City, sempre in Serie D, per poi passare all’Asti. E Christian Maldini (anche ex Lecco) che ora fa l’agente. Più celebre il fratello Daniel, anche in gol nel 2022 con la maglia del Milan, seconda pelle per papà Paolo e nonno Cesare, ora passato dalla Dea alla Lazio. A proposito di Atalanta, Samuele Inacio, figlio dell’ex nerazzurro Inacio Pià: cresciuto a Zingonia con la maglia nerazzurra da 7 a 16 anni, poi portato proprio dal padre al Borussia Dortmund, nonostante i bergamaschi avessero offerto un contratto pluriennale (e dunque non senza polemiche: vedasi il pranzo Uefa con i tedeschi bypassato dagli orobici).

Altra “migrazione”, ma ben diversa e praticamente da una casa all’altra, quella di Maximilian Ibrahimovic: il 19enne figlio del senior advisor di RedBird Zlatan è passato dal Milan Futuro (Serie D, girone B, 5 gol in 16 gare), all’Ajax Under 21 in seconda divisione olandese. Nella Primavera rossonera ha fatto il suo debutto anche Denzel Seedorf, figlio di Clarence, apprezzato anche proprio con la casacca dell’Ajax, oltre che con quelle di Sampdoria, Real Madrid, Botafogo e, naturalmente, Inter e Milan.

Sempre in tema di doppi ex, ecco Simone Ganz: «El segna semper lu», cantavano al padre Maurizio su entrambe le sponde del Naviglio, ma anche il 32enne in carriera si è difeso, anzi ha attaccato, bene. Di recente è passato dalla Pro Patria (Serie C) al Piacenza (Serie D), ma negli anni scorsi ha timbrato parecchio a Lecco (14 gol nel 2021/2022 in Serie C), per non parlare dei 16 centri in cadetteria con il Como (2015/2016). Di punta in punta, Kevin Martins, figlio di “Oba Oba“: tesserato Monza, ora a titolo temporaneo alla Sambenedettese (Serie C). A volte poi, si sa, i figli vogliono fare di testa loro: papà Walter portiere... E Jacopo (Zenga) attaccante, 40 anni, tornato pochi giorni fa al Codogno in Prima categoria: anni d’oro soprattutto in Eccellenza (24 reti 10 anni fa con il Fanfulla). Idem, o quasi, per Louis Buffon, classe 2007 che in stagione ha giocato anche in A sotto gli occhi di papà Gigi col Pisa e ora è in prestito al Pontedera (C).

Ce n’è per tutti i gusti: papà difensore e figlio portiere? Lapo Nava, “pargolo“ di Stefano, in campo ad Atene nel 4-0 rifilato dal Milan al Barcellona in finale di Champions: il classe 2004 ha assaporato San Siro nel 2024, contro la Salernitana, poi una stagione in Serie C con Milan Futuro e ora la Cremonese.

Fratelli di successo: la pressione del cognome

C’è chi poi ha esagerato, come noto: Lilian Thuram con Marcus (Inter) e Kephren (Juventus). Ma anche Dejan Stankovic... Filip fa il portiere al Venezia, Aleksandar è passato quest’estate al Bruges (3 gol e 2 assist in Champions).

Stefan, invece, ha lasciato il calcio a 17 anni, quando era all’Inter: «Il suo cognome gli creava troppa pressione attorno, la gente non vede l’ora di giudicare. Era un grande talento - ha raccontato Aleksandar - più di me e Filip. Centrocampista mancino, veloce, grande potenziale tecnico». Ecco, appunto. Il sorriso nel leggere vicini, per esempio, nomi come Totti (Christian) e Olbia (Serie D, l’anno scorso) può ben scappare. Ma poi, lasciamoli giocare. Non per forza nel nome del padre.

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