Klaebo 6 unico, Eileen da record. Alysa e Franjo danzano sull’oro |
Un mondo pieno di fenomeni. Klaebo 6 unico, Eileen da record. Alysa e Franjo danzano sull’oro
Un mondo pieno di fenomeni. Klaebo 6 unico, Eileen da record. Alysa e Franjo danzano sull’oro
L’Olimpiade è un evento globale e non è giusto mandarla in archivio ignorando i personaggi di spessore internazionale
Da sinistra il norvegese Klaebo, la sciatrice freestyle Eileen Gu, lo sciatore svizzero Franjo Von Allmen
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Roma, 23 febbraio 2026 – Bene, adesso parliamo del resto del mondo, perché l’Olimpiade è un evento globale e non è giusto mandarla in archivio ignorando i personaggi di spessore internazionale. Ne ho scelti alcuni, scusandomi in anticipo per le inevitabili amnesie.
No Trump. Eileen Feng Gu è nata a San Francisco nel 2003. Padre americano, madre cinese. Doppio passaporto, ma ha scelto di gareggiare sotto la bandiera del Dragone. Pare che Donald Trump non ne sia contento, ma se ne farà una ragione. Ieri la signorina, divina interprete del free style, ha conquistato l’oro in half pipe e aveva già vinto due medaglie d’argento nello slopestyle e in big air. In Cina esultano. Alla Casa Bianca, un po’ meno.
Par condicio. Comunque, per non irritare troppo The Donald, conviene citare Alysa Liu, reginetta del pattinaggio artistico. Lei è nata l’8 agosto 2005 a Clovis, nella contea di Fresno in California, è primogenita di Yan “Mary” Qingxin e Arthur Liu, una coppia di giovani esuli e dissidenti cinesi che, in seguito al massacro di piazza Tienanmen nel 1989, fuggirono clandestinamente da Canton trovando asilo politico negli Stati Uniti. Ballando sulle note di “Mac Arthur Park”, brano di Donna Summer prodotto dall’italiano altoatesino Giorgio Moroder, la splendida Alysa ha vinto l’oro nella specialità che rese celebre Carolina Kostner.
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Il fachiro. La vita è fatica e figuriamoci allora lo sci di fondo. Ma non ditelo al norvegese Klaebo! Lui è il Fausto Coppi della disciplina nordica. Ai Giochi di Milano Cortina si era iscritto a sei competizioni. Qualcuno sospettava potesse schiattare, stremato dal consumo di energie. E come no! Ha vinto solo sei medaglie d’oro, perché non ce ne era appunto in palio una settima.
Killy. Non accadeva dal 1968, Olimpiade di Grenoble. Allora ci riuscì Jean Claude Killy, personaggio da film, francese in stile Alain Delon, tre ori nello sci alpino. Allora c’erano solo tre discipline (discesa, slalom, gigante), adesso al cartellone dei Giochi si sono aggiunte le prove di combinata e superG. Ma tre vittorie rimandano appunto a Killy e addirittura al Toni Sailer dell’altra Cortina, 1956. Stavolta ci è riuscito Franjo von Allmen, svizzero del 2001, campione olimpico in discesa libera, supergigante e combinata a squadre. E tanti saluti al suo capitano, il leggendario Odermatt. Che sul gradino più alto del podio stavolta non ce l’ha fatta a salire.
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