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Il “miracolo” di Pippo, che torna in campo dopo un tuffo sugli scogli e un’operazione al cervello

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18.04.2026

Sopra, Cristian Chivu in campo col caschetto e la maglia dell’Inter. A sinistra Filippo Serantoni (foto dal profilo Instagram) al rientro in campo

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Milano – Il tuffo che precede la caduta violenta sugli scogli, il dramma, la delicatissima operazione al cervello nell’ospedale di Nuoro (“frattura infossata con emorragia cerebrale”, la terribile diagnosi), il coma. Più di due interminabili settimane di angoscia per un ragazzo di 15 anni che si godeva le vacanze in Sardegna con i propri genitori, prima del risveglio e il lento ritorno alla normalità. Quasi trecento giorni di buio che non hanno però spento l’entusiasmo di un giovanotto bergamasco, tanto resiliente quanto coraggioso.

La storia di Filippo Serantoni, classe 2010, attaccante dell’Inter e campione d’Italia nella passata stagione con gli under 15, ha commosso tutti. Dopo quel terribile incidente in vacanza nel luglio del 2025, ’Pippo’ è stato tra la vita e la morte, di sicuro ha rischiato di smettere col calcio. Poi una lunghissima riabilitazione, con condizioni chiare: per esempio il fatto di non poter tornare subito a giocare. Ma Serantoni ha accettato la sfida impegnandosi giorno dopo giorno per rientrare il più in fretta possibile. Il passo successivo è stato ricevere l’idoneità sportiva, lo step ulteriore il fatto di potersi allenare coi compagni ma senza disputare partitelle. “È stata durissima - spiega il professor Piero Volpi, responsabile dello staff sanitario dell’Inter -. Ricordo la prima telefonata dei genitori, le fotografie dell’incidente e quei giorni tremendi. Ma il ragazzo è stato bravissimo con la sua forza di volontà, determinante quanto l’aiuto di chi lo ha sempre sostenuto. Non era facile in quelle condizioni...”.

Cristian Chivu in campo col caschetto e la maglia dell’Inter

E infatti a meno di nove mesi di distanza quell’attaccante alto, veloce e molto tecnico, è tornato in campo. Caschetto protettivo e grinta, ad attenderlo gioie, dolori e grandi emozioni: dal gol contro il Sudtirol nel giorno del rientro (schierato nella ripresa, ha prima sfiorato il raddoppio colpendo il palo in semirovesciata, per poi esultare dopo il gol con cui si è messo l’incubo alle spalle) all’amarezza per il rigore sbagliato contro la Pergolettese mercoledì nella finale del torneo Italo Galbiati. Dettagli agrodolci. Contano la fiducia dello staff tecnico, gli abbracci dei compagni, gli incitamenti dalla tribuna (“Forza Pippo, non mollare Pippo”) ad ogni scatto del ragazzo col caschetto. Un attrezzo che ricorda un illustre precedente in casa Inter: fu proprio l’attuale allenatore Cristian Chivu a utilizzarlo in ogni partita negli ultimi 4 anni da calciatore, a seguito dello scontro di gioco con Pellissier a Verona.

E il tecnico nerazzurro non nasconde la sua felicità dopo aver visto il giovanotto tornare in campo: “Quando gli accadde l’incidente fui tra i primi a saperlo e a chiamarlo. Ero appena arrivato alla guida della prima squadra dell’Inter, ci tenni a parlare col ragazzo e con la famiglia. Ora mi ha fatto piacere vedere Pippo con tanta ambizione e il sorriso sulle labbra, ritornare in campo. Cosa gli ho detto? Di avere coraggio e non pensare a quanto accaduto, e questo per i suoi sogni. E ovviamente gli ho dato suggerimenti su come comportarsi dopo aver visto che usava il mio stesso caschetto: gli consiglierei di tagliare le orecchie (sorride, ndr) cosi sente meglio ciò che i compagni gli dicono. Ma la gioia più bella per lui è quella di essere tornato in campo con fame e con passione: non era semplice. Ma Pippo è sulla strada giusta e deve andare avanti con convinzione per seguire il suo sogno e non mollare mai. È un ragazzo fortunato perché ha un’altra chance...”.

Parole piene di affetto e che pesano, perché arrivano da chi certe paure le ha vissute sulla propria pelle. Quel “caschetto” è un simbolo. Protezione ma pure resilienza, voglia di tornare a sentirsi vivi dentro un campo da calcio. Serantoni ha subito ripostato l’emozionante video su instagram. Il regalo più bello per i suoi 16 anni, che festeggerà il 26 aprile. Perché il sogno di Pippo il ’predestinato’ è ancora intatto e tutto da vivere.

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