menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Dal Benin alla discesa del gigante sulla pista Stelvio: il sogno di Nathan Tchibozo è diventato realtà

14 46
14.02.2026

Nathan Tchibozo oggi sarà allo slalom sulla Stelvio di Bormio Nato a Parigi da genitori di Togo e Benin È sulle piste dall’età di tre anni

Articolo: I Mondiali, Tomba “in giallo” e ora le Olimpiadi: i 40 anni della mitica Stelvio raccontati in un documentario

Articolo: Olimpiadi: Valeria Mazza in tribuna a Bormio per tifare il figlio Tiziano Gravier nel SuperG

Articolo: Olimpiadi invernali 2026, record di Paesi alle a Milano-Cortina. Anche Africa e Medio Oriente sulla neve

Milano – Oggi si esibirà nella gara olimpica di slalom sulla ’Stelvio’ di Bormio, provando a regalarsi qualcosa di speciale per il ventiduesimo compleanno che festeggerà domani. Non ha la tecnica e la fama del favorito Odermatt o dei rivali Meillard e Schwarz. Neppure può essere paragonato all’azzurro Vinatzer. Ma Nathan Tchibozo il suo sogno a Cinque Cerchi è riuscito comunque a realizzarlo, perché dopo aver avuto il privilegio di sventolare la bandiera del Benin durante la cerimonia d’apertura a San Siro, questa mattina sarà il primo atleta in assoluto a rappresentare lo stato dell’Africa occidentale (caratterizzato da spiagge e savane) ai Giochi invernali.

In Benin non esiste l’inverno

Nella sua nazione non esiste l’inverno, solo stagioni secche e delle piogge. Le uniche montagne, quelle dell’Atakora, si trovano all’estremità nord-occidentale ma Tchibozo, nato a Parigi da genitori togolesi e beninesi, ci tiene a fare bella figura. Anche perché non è estraneo alla scena internazionale avendo già partecipato ai Campionati del Mondo 2023 e ai Campionati del Mondo Juniores 2024, mostrando progressi e coraggio contro i migliori della specialità.

"Rappresentare il Benin è un onore immenso”

“Per me rappresentare il Benin alle Olimpiadi invernali è un onore immenso – confessa Nathan –. È il culmine di molti anni di duro lavoro, sacrificio e perseveranza. Non sarò in pista solo per me stesso, ma per un intero Paese nella speranza di ispirare i giovani beninesi a credere che tutto è possibile, anche in discipline relativamente sconosciute nel nostro Paese. Darò il massimo, imparerò, migliorerò e porterò con orgoglio la bandiera del Benin sulle piste italiane”.

In realtà Tchabozo ha cambiato tre volte la Federazione di riferimento: prima quella francese, poi quella del Togo (per rispetto delle origini materne), adesso quella del Benin (come desiderava il papà che da quelle parti ha creato un’associazione sciistica). In Francia era sulle piste sin dall’età di tre anni a Les Deux-Alpes, e poi è passato nelle selezioni giovanili dei transalpini, dopo essersi iscritto ad un’accademia con sede a Brides-les-Bains che forma giovani atleti non supportati dalle federazioni nazionali (per mancanza di risorse o per mancanza di risultati). Nel 2023, invece, ha rappresentato il Togo ai Mondiali, prima del nuovo cambio di nazionalità dopo il benestare del Cio. Oggi gareggerà nel gigante ("Da quando sono a Bormio c’è un po’ di stress ma proverò a divertirmi il più possibile”) e lunedì ritenterà nello speciale dopo essersi preparato per mesi sulle piste svedesi e quelle italiane ottenendo la storica qualificazione ai Giochi. Il presidente del Comitato Olimpico e Sportivo del Benin, Julien Minavoa, non ha nascosto la sua soddisfazione. “Tchibozo incarna audacia, resilienza e speranza”.  

© Riproduzione riservata


© Il Giorno