La battaglia per la vita degli 11 feriti a Niguarda: operazioni non-stop, chirurghi plastici, macchine per respirare. C’è un ragazzino di 14 anni |
Leonardo Bove (ancora ricoverato in Svizzera) e Kean Kaizer Talingdan (a Niguarda), studenti del liceo Virgilio di Milano rimasti feriti a Crans-Montana
Milano – “Nelle prossime settimane avremo una vera e propria battaglia per questi pazienti”, dice Giampaolo Casella, primario di Anestesia e rianimazione al Niguarda di Milano. Si combatte per la vita al primo piano del blocco Dea dell’ospedale, nel centro ustioni dove sono ricoverati undici dei 14 feriti italiani nell’incendio di Crans-Montana. Cioè tutti quelli, fino a lunedì 5 gennaio, rimpatriati dagli ospedali svizzeri, travolti dall’enormità di 116 ustionati “che nessun servizio sanitario al mondo potrebbe gestire da solo”, chiarisce Roberto Faccincani dell’Agenzia regionale emergenza-urgenza che organizza dal 1° gennaio il ponte aereo, con elicotteri del 118 lombardo supportati da alcuni mezzi di Emilia-Romagna, Trentino, Alto Adige e Piemonte. Altri due italiani sono ricoverati in Svizzera.
Lunedì 5 gennaio, mentre all’aeroporto militare di Linate un C130 riportava a casa le bare........