Non solo tatuaggi: perché la Milano Tattoo Convention è il nuovo rito pop della città |
Una tatuatrice al lavoro durante la convention
La Milano Tattoo Convention 2026 conferma Milano come una delle capitali mondiali della body art, trasformando per tre giorni il Superstudio Maxi in un osservatorio privilegiato sui linguaggi del corpo tra storia, ritualità pop, cultura urbana e ricerca artistica contemporanea. Dal 23 al 25 gennaio, oltre 500 tatuatori da tutto il mondo dialogano con il pubblico, con contest, performance e una mostra pittorica che mette al centro un’emozione collettiva e ambigua come la paura.
La 29ª edizione della Milano Tattoo Convention si svolge al Superstudio Maxi, in viale Famagosta 73, dal 23 al 25 gennaio 2026, in una location che rispecchia bene la dimensione ormai “mainstream” del tatuaggio. Gli orari vanno dal pomeriggio alla sera – venerdì 14.00–22.00, sabato 12.00–22.00, domenica 12.00–20.30 – con biglietti a 25 euro per un giorno e 60 euro per l’abbonamento alle tre giornate.
Più di 500 artisti al lavoro dal vivo trasformano la fiera in un laboratorio aperto, dove chi entra può osservare, scegliere un tatuatore, farsi tatuare sul momento o semplicemente imparare a leggere stili e codici di una cultura visiva che oggi attraversa generazioni e classi sociali. La convention, nata nel 1996 come ritrovo tra amici appassionati di inchiostro, musica e moto, è diventata negli anni un evento di risonanza internazionale, capace di intercettare le trasformazioni del tatuaggio, passato da segno di appartenenza marginale a vero linguaggio artistico riconosciuto.
Uno dei fili conduttori di questa edizione è il dialogo tra memorie antiche e estetiche ipercontemporanee, quasi a mappare genealogie nascoste dell’immaginario inciso sulla pelle. Tra gli ospiti simbolo del legame con la storia spicca Razzouk, il tatuatore di Gerusalemme che guida quello che è considerato lo studio di tattoo più antico al mondo, attivo dal 1300 e custode di matrici, simboli e tecniche tramandate per secoli.
Questa linea che unisce fede, pellegrinaggio e tatuaggio trova una declinazione tutta italiana nel lavoro di Jona, che recupera la tradizione dei Marcatori di Loreto, gli artigiani attivi tra........