La denuncia di Giuseppina, madre di un 15enne con disabilità: “Negata l’Iva ridotta per comprare un condizionatore necessario alla salute di mio figlio”

Giuseppina Rubbuano con suo figlio David, quindicenne con disabilità

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Milano, 23 aprile 2026 – Anche l’Agenzia delle Entrate ha messo nero su bianco che suo figlio ha diritto a beneficiare dell’agevolazione. Eppure non è servito. Non ancora, perlomeno. In tre posti diversi ha rimediato la stessa risposta: un rifiuto. E nemmeno gentile, in un caso.

Nonostante la dichiarazione dell’Agenzia delle Entrate, nonostante i certificati medici di suo figlio, nonostante possa persino bastare un’autocertificazione, ottenere l’agevolazione resta un affare impossibile. Una vicenda – quella che sta vivendo Giuseppina Rubbuano, madre di David, 15enne con una disabilità gravissima alla quale concorrono la sindrome di Down e lo spettro autistico – che rileva quanta distanza ci sia tra il principio per il quale è stata istituita un’agevolazione e la sua attuazione nel quotidiano.

Giuseppina Rubbuano e suo figlio David: è battaglia per l'acquisto del condizionatore

Nel dettaglio, l’agevolazione in questione è quella relativa all’Iva. Non da oggi, le persone con disabilità hanno diritto a beneficiare dell’Iva ridotta al 4% quando acquistano beni, sussidi o dispositivi tecnologici che ne migliorino la qualità di vita. Si tratta quindi di beni, sussidi o dispositivi che ne facilitino la possibilità e la libertà di muoversi, di comunicare, che ne migliorino il benessere quotidiano e la qualità di vita.

Necessità fondamentale

Quanto a David, ha due prescrizioni mediche rilasciate dall’ospedale Policlinico di Milano in base alle quali ha necessità di stare in locali in cui la temperatura sia stabilmente intorno ai 20 gradi. Ora, in conseguenza di alcuni lavori di ristrutturazione della loro abitazione, i suoi genitori, per poter continuare a rispettare questa prescrizione, hanno necessità di acquistare un condizionatore.

E l’origine del problema sta proprio qui: “È un diritto di nostro figlio poter acquistare quel condizionatore con l’Iva agevolata al 4% perché avere una temperatura di 20 gradi in stanza per lui non è un optional o un capriccio ma è necessario e fondamentale per il suo benessere e la sua salute”, sottolinea Giuseppina, sua madre. Uno sfogo, il suo. Perché per tre volte e in tre posti diversi ha chiesto di poter beneficiare dell’Iva agevolata e per tre volte si è sentita rispondere che non poteva esserle concessa.

La risposta di Leroy Merlin

“Sono andata nei punti vendita di tre grandi catene: Leroy Merlin, Euronics e Brico. Ma niente da fare”. Nel primo caso, quello di Leroy Merlin, il “no” è stato motivato per iscritto in una mail del 21 febbraio scorso, due mesi fa, nella quale si opera un distinguo:

“Gentile cliente, le riportiamo il riferimento normativo che prevede l’applicazione dell’Iva al 4% solo per le prestazioni di servizi dipendenti da contratto d’appalto motivo per il quale l’Iva al 4% non è estendibile ai contratti per la cessione di beni con posa in opera (contratto di Leroy Merlin)”.

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Insomma: pare roba da leguleio, da azzeccagarbugli, questa dell’Iva al 4% da applicarsi o no all’acquisto di un condizionatore in un luogo per nulla esotico ma del tutto ordinario quando si tratta di fare compere quale è u n punto vendita di una grande catena di apparecchi e prodotti per la casa.

L’appello all’Agenzia delle Entrate

Ad un certo punto Giuseppina ha chiesto lumi all’Agenzia delle Entrate, che, come anticipato, le ha risposto per iscritto e in modo affermativo: “In prima battuta – si legge nella mail che questa madre ha deciso di mostrare a Il Giorno – la risposta sarebbe negativa in quanto i lavori di ristrutturazione per soggetti diversamente abili hanno l’aliquota Iva agevolata solo se non rientrano tra i lavori per abbattimento di barriere architettoniche.

Ma dalla documentazione allegata emerge anche la prescrizione medica. A questo punto tale situazione rientra in quanto riportato nella guida “Agevolazioni fiscali per le persone con disabilità“ (...) nello specifico per i sussidi tecnici. Infatti in tale capitolo si afferma che è possibile usufruire dell’Iva al 4% per l’acquisto di sussidi tecnici rivolti a facilitare l’autosufficienza delle persone con disabilità”.

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La rabbia

Parole chiare. Ma non assecondate nei punti vendita. “Questo dà parecchio fastidio – protesta Giuseppina –, il fatto che vengano ignorati non solo i certificati medici ma soprattutto la legge e i diritti”. Sul punto interviene anche Fortunato Nicoletti, vicepresidente di “Nessuno è Escluso“: “Occorre che la legge sia il più possibile chiara ed esaustiva, quindi che indichi con precisione tutto quello che deve rientrare nell’agevolazione onde evitare che, come in questo caso, le famiglie siano in balìa della discrezionalità altrui”.

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