Regione, il balletto di Mazzali: lascia Meloni, si fa corteggiare da Vannacci poi entra in Forza Italia |
In alto Barbara Mazzali, qui sopra Debora Massari che l’ha sostituita da assessora
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Milano, 25 febbraio 2026 – Il dato di fatto è che Barbara Mazzali ha infine scelto di lasciare Fratelli d’Italia e di entrare in Forza Italia, che ora vanta 11 consiglieri regionali. Dietro al dato di fatto ci sono, poi, alcune indiscrezioni che vanno prese come tali e una questione che si ripropone: quella degli equilibri interni alla coalizione che governa la Regione Lombardia.
L’annuncio del passaggio della Mazzali da Fratelli d’Italia a Forza Italia è stato dato ieri al Pirellone. Quattro mesi fa, quando la stessa Mazzali fu costretta dai vertici del suo ormai ex partito a dimettersi da assessora regionale a Turismo, Marketing territoriale e Moda e a far posto a Debora Massari, assicurò che non se ne sarebbe andata da Fratelli d’Italia e, in particolare, che non avrebbe lasciato Giorgia Meloni.
Ieri non ha rinnegato quelle dichiarazioni ma ha spiegato di aver maturato una nuova consapevolezza politica: «È vero, quando l’ho detto lo pensavo. Ma la dimensione del Consiglio regionale è stata molto diversa non solo da quella della Giunta regionale ma anche rispetto ai tempi in cui sono stata capogruppo: mi sono rivista politicamente meno in Fratelli d’Italia».
Perché proprio Forza Italia? «Politicamente si matura e oggi mi rivedo di più in una formazione più moderata, più liberale e molto più europeista. Non rinnego un percorso importante che ho fatto con Giorgia Meloni, che è una parte importante della mia storia, ma oggi mi rivedo molto di più in questi valori».
Da più parti si assicura, però, che Mazzali in un primo momento sia stata tentata di aderire ad un partito che di moderato e di europeista non ha quasi nulla, quello appena fondato da Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che l’avrebbe corteggiata per mettere un piede in Regione.
C’è chi, allora, si spinge a dire che l’approdo della Mazzali in Forza Italia sia per Fratelli d’Italia il male minore perché Futuro Nazionale rischierebbe di erodere consenso a destra: opinioni.
Decisamente plausibile, invece, la tesi che attribuisce un ruolo di primo piano, in questo cambio di casacca, a Maurizio Casasco, deputato bresciano di Forza Italia: sarebbe stato lui a convincere la Mazzali a non avventurarsi in Futuro Nazionale e a riscoprirsi liberale, moderata ed europeista.
Coincidenza o no, Casasco ieri ha voluto affidare tutta la propria soddisfazione alle agenzie di stampa: «All’amica Barbara Mazzali, che conosco e apprezzo da tempo, rivolgo il mio benvenuto nella famiglia di Forza Italia. Sono felice ed estremamente soddisfatto della sua adesione: è una figura di grande spessore politico e di profonda credibilità sul territorio, in particolare nella provincia di Brescia, dove alle ultime elezioni regionali ha ottenuto un fortissimo consenso, con quasi 7mila preferenze. La sua adesione dimostra come i nostri valori atlantisti e liberali rappresentino un valore aggiunto».
Nonostante questo, ancora ieri mattina Mazzali inviava alla presidenza del Consiglio regionale una comunicazione nella quale rendeva nota la sua fuoruscita da Fratelli d’Italia per aderire al gruppo misto. Poi l’errata corrige. A rendere agli occhi di Mazzali ancora più attraente atlantismo e liberalismo sarebbe stata la promessa, da parte di Forza Italia, di potersi mettere in gioco alle prossime Regionali in più province: Brescia, Mantova e Milano. Dal canto loro, i forzisti possono ora contare su un candidato donna (fattore non secondario per le liste elettorali), che ha un indiscutibile consenso in Lombardia (soprattutto nel mondo della caccia) e che ha riscosso apprezzamenti per il proprio lavoro di assessora (si pensi alla nota di Federalberghi di 4 mesi fa).
Ma non solo. Forza Italia ora può tornare alla carica e chiedere più rappresentanza nell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, dove è assente, o in Giunta, dove ha solo due assessori e un sottosegretario, o ancora nelle partecipate che contano. «Con la Mazzali il nostro gruppo in Lombardia sale a 11 consiglieri regionali – rimarca Alessandro Sorte, segretario lombardo dei forzisti –. Alle elezioni del 2023 erano stati eletti 6 consiglieri: quello di Mazzali è il quinto ingresso, a conferma di un percorso di crescita politica costante. Siamo felici della sua scelta: si tratta di una figura di riconosciuto consenso, che in più tornate elettorali ha dimostrato credibilità e un forte radicamento sul territorio. Nelle prossime settimane ci saranno altri ingressi».
«Non abbiamo mai chiesto rimpasti in questa legislatura e non lo faremo: certo, vorremmo che i nostri alleati prendessero atto che Forza Italia è diventata più numerosa in Consiglio, che ha un gruppo consistente. Vorremmo ci fosse riconosciuta questa forza» dichiara Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e storico animalista, che ora ha tra i suoi la paladina della caccia.
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