Olimpiadi del Nord-Ovest, Fontana crede alla corsa condivisa: “Il territorio prima delle differenze”
Attilio Fontana presidente della Regione Lombardia
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SeguiciMilano – Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, qual è la genesi di questa candidatura congiunta alle Olimpiadi del 2036?
“È un’idea che ho avuto appena si sono concluse le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, quando il presidente del Comitato Olimpico Internazionale mi ha detto che il modello dei Giochi diffusi, quali sono stati proprio quelli di Milano e Cortina, sarebbe stato preso sempre più in considerazione anche per il futuro perché capace di aumentare la partecipazione e la mobilitazione dei territori e, al tempo stesso, di metterne a fattor comune le potenzialità. Quindi, una volta appreso che c’erano già alcune candidature isolate, ad esempio quella di Roma, ho espresso, invece, l’idea di un altro evento diffuso. Da qui sono poi partiti i contatti con la Regione Piemonte, la Regione Liguria, e i tre Comuni di Milano, col quale abbiamo appena organizzato i Giochi Invernali, di Torino e di Genova”.
Un fronte perfettamente bipartisan: tre Regioni governate dal centrodestra e tre città governatre dal centrosinistra.
“Ho cara la lezione di Umberto Bossi: prima il territorio. Il bene dei lombardi e della Lombardia viene prima delle divisioni tra destra e sinistra”.
A proposito di lezioni: una lezione positiva che le ha lasciato Milano Cortina 2026 in vista del 2036 e una negativa, qualcosa che invece non va ripetuto.
“La lezione positiva è quella alla quale ho accennato poco fa: in occasione dei Giochi Invernali 2026 abbiamo avuto il coraggio di puntare su un format nuovo, su un modello diffuso, che ha saputo innescare l’entusiasmo e la partecipazione dei cittadini e ottenere un grande sostegno da parte delle istituzioni sportive. L’aspetto negativo è stato rappresentato da alcune problematiche che non ci aspettavamo di dover affrontare”.
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Si riferisce agli extracosti o ai ritardi di alcune opere?
“No, mi riferisco alla logistica. Non è stato semplice gestirla avendo più sedi di gara, non è stato scontato riuscire a mettere gli atleti, le delegazioni internazionali e i tifosi in condizione di potersi spostare tra una sede e l’altra in modo veloce, efficiente e confortevole. Era un lavoro che non avevamo mai fatto prima. L’altra difficoltà è stata quella di coordinare e tenere in considerazione due Regioni, due Province Autonome e due Comuni. Ora abbiamo esperienza”.
Proiettiamoci nel 2036. Quali discipline olimpiche vorrebbe fossero ospitate in Lombardia, e dove esattamente, nel caso in cui la candidatura andasse a buon fine?
“Sicuramente il canottaggio perché in Lombardia abbiamo il più bel bacino del mondo: il Lago di Varese”.
Il sindaco di Milano Beppe Sala
Restiamo nel 2036: secondo lei, anche considerati gli sviluppi giudiziari delle ultime settimane, per allora Milano avrà un nuovo stadio, quello che Milan e Inter vogliono costruire al posto di San Siro? Uno stadio che, come successo a San Siro, possa ospitare almeno la cerimonia di inaugurazione, visto che non avrà piste d’atletica?
“È sempre difficile fare previsioni quando ci sono inchieste giudiziarie in corso, ma spero proprio di sì. Se non ci saranno fatti imprevisti, un nuovo stadio a Milano dovremo averlo”.
E per allora la Lombardia avrà l’autonomia differenziata?
“Arrivare al 2036 senza autonomia differenziata, significherebbe non poterla avere mai più. Mi conforta che proprio in questi giorni nelle fila del centrosinistra si sia tornati a spingere per una legge speciale per Milano, un provvedimento che mi vede assolutamente favorevole, come ho avuto modo di dire più volte. Spero che la spinta autonomista del centrosinistra non si fermi ai confini di Milano, spero capiscano l’importanza dell’autonomia regionale”.
Per ora si sono candidati, o sono intenzionati a candidarsi, alle Olimpiadi del 2036 Paesi e città quali il Qatar con Doha, la Turchia con Istanbul, il Cile con Santiago del Cile ma anche l’India con Ahmedabad e il Sudafrica. Chi teme di più?
“Bisogna lavorare sulla nostra proposta, renderla il più forte possibile, senza temere nessuno”.
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