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Milano e l’eredità dei Giochi, sì a un palaghiaccio a Rho. “Non perdiamo questo treno”

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20.02.2026

Rho, ghiaccio eterno anastasio

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Milano, 20 FEBBRAIO 2026 –  Milano continuerà ad avere uno stadio del ghiaccio anche dopo le Olimpiadi Invernali. Proprio questa sarà un’eredità dei Giochi. L’obiettivo è rendere permanente ciò che oggi è temporaneo perché pensato solo per le settimane olimpiche. Il nuovo stadio sarà consacrato all’hockey e questo significa che Milano dovrà tornare ad avere una squadra in grado di competere a livello internazionale: sognare una nuova Saima non è vietato. Ma l’impianto servirà anche per le altre discipline, a partire dal pattinaggio. Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, e Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera, Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, e Andrea Gios, presidente Federazione Italiana Sport Ghiaccio (Fisg) sono allineati: ieri l’annuncio congiunto da Casa Italia, ospitata in Triennale.

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Un progetto in due fasi. La prima consisterà nell’individuazione di un’area della Fiera di Rho che ospiterà uno stadio temporaneo già da ottobre, mese d’inizio della stagione. Impossibile continuare ad utilizzare l’arena del ghiaccio temporanea che oggi ospita le partite di hockey femminile e alcune maschili delle Olimpiadi perché nulla di quella struttura è di proprietà di Fondazione Fiera, se non i capannoni. E, seconda ragione, quei capannoni servono per le fiere che scandiscono il piano industriale dell’ente. Da qui l’esigenza di trovare un sito alternativo all’interno del polo fieristico. Nel frattempo si lavora alla fase due: la costruzione di un vero stadio del ghiaccio che abbia tra i 3mila e i 5mila posti per una spesa di qualche milione di euro. Anche in questo caso l’area sarà tra quelle nelle disponibilità di Fondazione Fiera. L’obiettivo è costruire il nuovo stadio entro 3 anni. Si cercano partner, l’appello alle imprese è lanciato. Due cordate di imprenditori hanno manifestato interesse, una nordamericana, una locale. Ma gli studi di fattibilità tecnico-economica sono in corso.

Sala spiega la scelta di partire con un impianto temporaneo: «Il presidente Gios ci dice che ora, grazie alle Olimpiadi, abbiamo il vento a favore, c’è entusiasmo, se aspettiamo che sia pronto un impianto nuovo perdiamo il treno. Per questo la prima fase sarà nei padiglioni, la seconda in un vero stadio. Il punto è partire ad ottobre». «Dal punto di vista politico e sportivo c’è una convinzione condivisa: Milano deve tornare ad avere un impianto dedicato agli sport del ghiaccio – dichiara Fontana –. A rafforzare questa convinzione è stato l’entusiasmo straordinario dimostrato dai milanesi durante i test event e le gare in corso nelle diverse sedi». «Vogliamo offrire ai giovani la possibilità di sognare e vincere nuove medaglie, mettendo a loro disposizione una struttura adeguata» fa sapere Bozzetti. «Tutto questo accade perché stiamo vincendo e quando si vince si è credibili e si è ascoltati» rimarca Buonfiglio. Gios riaccende i sogni dei nostalgici della Saima: «Sono convinto che entro uno o due anni avremo una squadra di hockey competitiva a livello internazionale, che partecipi all’Ice Hockey League. Parliamo di un investimento sportivo di 5 milioni l’anno. Senza una squadra di livello lo stadio fatica a star in piedi». Le eredità olimpiche salgono a quattro: l’impianto del pattinaggio di velocità in Fiera diventerà un Live Dome per concerti, eventi sportivi e congressuali da 45mila spettatori, concerti pure nel futuro dell’Arena Santa Giulia, mentre il Villaggio Olimpico diventerà uno studentato.

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