L’ultimo atto d’amore di Federica Nardi, morta a 22 anni per un male misterioso |
Federica Nardi
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SeguiciSolaro (Monza e Brianza) – Si svolgeranno questa mattina a Solaro i funerali di Federica Nardi, morta a 22 anni, dopo 13 mesi di ricovero al San Gerardo di Monza a causa di una malattia “misteriosa”. Medici e infermieri hanno fatto il possibile per lei e le hanno salvato la vita otto volte, come ha avuto modo di raccontare la stessa Federica nella lettera con cui ha avviato, sostenuta dai familiari, una raccolta fondi per la ricerca. Poi hanno dovuto arrendersi di fronte a un male di cui si è scoperto ancora troppo poco e alla fatica diventata insostenibile di Federica. “Ho vissuto 22 anni felici fino a quel 2 marzo 2025. Prima di quella data la vita è stata con me meravigliosa”, scriveva Federica nel messaggio che oggi compare sulla piattaforma di raccolta fondi GofundMe, cercando “La Fede di Federica”.
“Dalla scuola alle prime soddisfazioni e aspirazioni in azienda dove ho anche conosciuto Daniele, un amore che sarebbe stato per sempre. Ho adorato il ballo che mi ha trasportato, fatto volare ed è stata la mia fiamma, sempre. Ho dato ritmo e sorriso alla mia vita grazie a esso e ho condiviso momenti speciali con persone fantastiche come la mia maestra Valentina. Per tutta la vita sono stata cullata e amata dalla mia famiglia, qualcosa di speciale, unico, magico. Mamma, papà e Simone, il fratello che tutti vorrebbero”.
La mamma Cinzia, scossa ma incredibilmente forte di fronte all’immenso dolore, ricorda: “È iniziato tutto con un forte bruciore alle gambe. Siamo andati al pronto soccorso, ci hanno detto influenza da curare con la tachipirina. Ma dopo tre giorni ha preso lo stomaco ed è stato un precipizio”. Federica ha perso conoscenza, è stata trasferita in emergenza al San Gerardo e sottoposta all’Ecmo, la tecnica di supporto vitale extracorporeo che sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni.
“Questa è stata la prima volta che i medici sono riusciti a salvarmi la vita. L’avrebbero poi dovuto fare per altre 7 volte, riprendendomi all’ultimo respiro”, si può leggere ancora nel messaggio pubblicato da Federica, che non manca di rivolgere un pensiero ai medici e agli infermieri che l’hanno seguita: “Sono stati i miei angeli ogni giorno”. Un ringraziamento a cui si uniscono anche i familiari di Federica: “Hanno fatto veramente di tutto per salvarla, li abbiamo visti affranti, è stato un pellegrinaggio continuo, in questi giorni, al suo capezzale - prosegue mamma Cinzia -. Federica è stata cosciente fino all’ultimo, ha capito che non c’era più nulla da fare. Noi abbiamo vissuto mesi tra speranza e angoscia, fino a quando ci siamo resi conto che la battaglia era ormai finita”.
Quello di Federica è stato anche un percorso di fede, come lei stessa ha ricordato e come è sottolineato dal nome dato alla raccolta. “Ho deciso insieme alla mia famiglia e Daniele di fare qualcosa da subito perché la ricerca possa dare un nome a questa malattia autoimmune”, sono sempre le parole di Federica. Dopo la morte, la salma di Federica è stata messa a disposizione dell’ospedale San Gerardo per l’autopsia finalizzata alla ricerca scientifica: “Perché magari un giorno si possa riuscire a salvare qualcun altro”, ha spiegato Cinzia nel suo ultimo gesto d’amore per la figlia.
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