Piccoli Comuni, maxi problemi: poco personale e l’età avanza

Uno scorcio di Morterone

Per approfondire:

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Milano – Più esposti alle dinamiche demografiche, più in difficoltà ad attirare e trattenere personale, ma finanziariamente più supportati da aiuti economici. Questo l’identikit dei piccoli centri che traspare dalla fotografia sui Comuni lombardi, appena pubblicata da Ifel - Fondazione Anci che, quest’anno, ha anche dato uno spaccato dei Comuni sotto i 500 abitanti. Quando si parla di piccoli Comuni, ovvero quelli sotto i 5mila abitanti, si comprende la maggior parte delle realtà regionali: sono, infatti, 1.027, pari al 68,5% del totale; di questi, 133 hanno meno di 500 residenti. Ad amministrarli, sono per lo più sindaci uomini, l’83,2%, con solo un 16,8% di sindache; al contrario nei Comuni sopra i 5mila abitanti, la quota di prime cittadine è del 21,4%. Rispetto a quelli più grandi, nei piccoli c’è, però, un’incidenza maggiore di sindaci under35: 5,6% nei piccoli, 4,9% negli enti locali con più di 5mila abitanti.

Fascia tricolore

Le unioni

Le unioni riguardano quasi totalmente queste realtà: sono 128 quelle tra piccoli Comuni lombardi, si arriva a 138 se si considerano quelli fino a 15mila abitanti. Come spiega Rinaldo Mario Redaelli, segretario generale Anci Lombardia, rispetto agli anni scorsi, si rileva “una diminuzione delle Unioni di Comuni. È continuato negli anni anche il processo di fusione e incorporazione comunale che ha portato il numero totale degli enti lombardi dai 1.527 del 2017, agli attuali 1.501”. Nota dolente, come è stato evidenziato anche nei recenti Stati generali dei piccoli Comuni a livello nazionale, è quello del personale. In Lombardia, in generale, si sono perse 8mila unità dal 2014 al 2024. Nel 2025, siamo a 4,04 dipendenti comunali per 1.000 abitanti, contro i 5,49 dipendenti per 1.000 abitanti nei Comuni sopra quota 5mila. Tuttavia, se si entra più nel dettaglio, si nota come i Comuni fino a 500 abitanti abbiano ben 9,58 dipendenti comunali per 1.000 abitanti, addirittura sopra la quota dei Comuni con più di 50mila abitanti (8,33 dipendenti comunali/1.000 abitanti).

Gli enti fino a 500 residenti

La categoria degli enti fino a 500 residenti è anche quella che riceve il valore più elevato di trasferimenti da Stato e amministrazioni territoriali: 2.343 euro pro capite, contro i 542 euro di tutti i Comuni sotto i 5mila abitanti e i 374 euro di quelli sopra i 5mila. Di rimando, è più elevata anche la spesa pro capite (comprensiva di Rsu e Tpl, anche se il trasporto pubblico incide poco, visto che il tasso di motorizzazione è più elevato proprio nei piccoli Comuni, segno che il privato deve coprire le carenze del pubblico): 3.364 euro negli enti fino a 500 residenti, 1252 in tutti i piccoli Comuni lombardi, 1.342 in quelli sopra i 5mila.

La ricchezza dei residenti

Guardando alla ricchezza dei residenti, nei piccoli centri il reddito medio per contribuente è di 27.668 euro, negli altri 32.728; nei 133 Comuni sotto i 500 residenti, si scende a 24.825 euro. La densità abitativa restituisce il significato dello spopolamento: se nei Comuni sopra i 50mila residenti abitano 3.354 lombardi per kmq, nei piccoli siamo a 135 abitanti; in quelli piccolissimi sotto i 500 residenti, si arriva a 23 abitanti per kmq. Chi abita nei piccoli comuni? Nei centri sotto i 500 abitanti, l’indice di vecchiaia è di 340,7, ovvero gli over 65 sono più del triplo degli under 14; la media dei piccoli Comuni è di 202,8, in quelli sopra i 5mila abitanti ci si attesta a un indice di vecchiaia di 193,5.

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