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Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi: sfilano gli atleti, suonano i Calibro 35. La band milanese ammalia l’Arena

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23.02.2026

I Calibro 35 accompagnano Davide Shorty e Margherita Vicario

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Milano, 23 febbraio 2026 – Qualcuno li ha scoperti ieri sera, in seguito alla loro raffinata quanto scoppiettante esibizione alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina. I meneghini Calibro 35, però, sono da tempo una realtà radicata nel panorama musicale italiano e internazionale. Anzi, forse la loro popolarità è maggiore al di fuori dei nostri confini, caso raro di band o solisti tricolori – al di là dei successi dei big nei Paesi di lingua spagnola – capaci di varcare le frontiere con la loro arte.

All’Arena i “Calibro” – come sono spesso nominati dai loro fan, espungendo il 35 che in realtà resta e resterà parte integrante del monicker della band – hanno reso omaggio alla grande musica italiana, con un medley-viaggio nel passato del pop e delle colonne sonore che ha ammaliato gli spettatori presenti nello splendido anfiteatro veronese così come quelli che si sono goduti l’evento finale dei Giochi davanti alla televisione. Insieme a loro due interpreti fra i più interessanti della nuova generazione indie italiana, il palermitano Davide Shorty e la romana Margherita Vicario. 

Tutti hanno riconosciuto frammenti dei brani interpretati da stelle come Mina, Caterina Caselli, Gino Paoli, Paolo Conte, Cochi e Renato. I più attenti, invece, avranno intercettato gli “squarci” sulla produzione di monumenti della composizione come Ennio Morricone, Nino Rota e Stelvio Cipriani.

I Calibro 35, che sul loro profilo Instagram si definiscono “Italian Golden Age Cinematic Sound”, nascono nel 2007 con l’obiettivo di rendere omaggio alle colonne sonore del cinema italiano anni ‘60 e ‘70.

La formazione si afferma subito come una delle più interessanti nella nouvelle vague della musica library, in Italia così come all’estero. La loro chimica è frutto dell’unione fra la versatilità e l’abilità tecnica di polistrumentisti come Massimo Martellotta ed Enrico Gabrielli e le doti da produttore di Tommaso Colliva, parte integrante della band seppure “dietro le quinte”, seduto al mixer a mischiare suoni ed effetti come il più raffinato degli alchimisti. Completano il cocktail i “muscoli” della sessione ritmica, il rimpianto – dai fan – bassista Fabio Cavina (sostituito, ma solo per i concerti, da Roberto Dragonetti) e il batterista Fabio Rondanini, alle pelli anche negli Afterhours di Manuel Agnelli, fra i primi ad apprezzare il sound dei Calibro nel panorama mainstream, e nella band della trasmissione tv “Propaganda”, condotta da Diego Bianchi. 

Dopo i dischi d’esordio su piccole etichette indipendenti, decisivi comunque per farsi notare in Italia e all’estero, è fondamentale, per loro e per la label, l’incontro con la Record Kicks, marchio milanese specializzato in musica black (soul e suoni giamaicani), ma con la capacità di guardare un orizzonte molto più ampio. 

Per la Record Kicks esordiscono con Traditori di tutti, omaggio in musica all’autore di noir italo-ucraino, il milanese Giorgio Scerbanenco, ancora oggi uno dei loro lavori più apprezzati dagli affezionatissimi fan. Da lì è una scalata mai interrotta, fra esplorazioni di suoni e atmosfere mai scontate e neppure concluse in sperimentazioni fini a se stesse.

Citiamo qua e là S.P.A.C.E. e il suo immaginario sci-fi, le incursioni nel rap di Momentum, il doppio omaggio a Morricone con i due volumi di Scacco al Maestro, sublimati in un indimenticabile concerto all’auditorium Verdi del Conservatorio di Milano e lo spettacolo Jazzploitation, realizzato per JazzMi 2024, rispettoso viaggio nel repertorio dei grandissimi del jazz, da Miles Davis a Roy Ayers, con il quale divideranno anche il palcoscenico.

Altro pilastro della produzione dei Calibro 35 sono le collaborazioni con i grandi nomi del panorama internazionale. Anche qui c’è di che far tremare i polsi, eppure in queste partnership l’ensemble milanese è sempre riuscito a non invadere il campo frequentato con ottimi risultati dagli artisti ai quali hanno prestato la loro opera, senza però rinunciare a offrire loro quello che è il tipico “tocco Calibro”, per impreziosirne il lavoro.

I Calibro 35 nella tana di Umiliani: “Il nostro jazz libero e disincantato”

Fra i musicisti che hanno apprezzato le doti di Martellotta e compagnia ci sono PJ Harvey, Mike Patton, John Parish, Stewart Copeland dei Police e Nic Cester dei Jet. Per due volte, invece, sono saliti sul palco di Sanremo in veste di ospiti, nel 2019 riarrangiando il brano di Ghemon “Rose viola” con Deodato e nel 2021 accompagnando Rkomi in un medely di brani firmati Vasco Rossi.

Chiudono il cerchio – si fa per dire, perché il cerchio dei Calibro 35 è destinato a rimanere aperto, fra mille progetti e continue evoluzioni – le colonne sonore per la tv. Da band nata per rendere omaggio ai soundtrack anni ‘60 e ‘70, con rivisitazioni e vere e proprie invenzioni di accompagnamenti per film mai esistiti, i Calibro 35 diventano loro stessi compositori di colonne sonore per serie tv.

Lo hanno fatto per Blanca, la fiction Rai interpretata da Maria Chiara Giannetta che segue le vicissitudini di una detective non vedente e, infine, per il reboot di Sandokan con Can Yaman. Lunga vita ai Calibro 35.  

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