Valeria Graci in “Volevo essere io”: "Con Zelig svoltai, rimpiango Sanremo. Racconto la verità crudele e comica"
Valeria Graci in un momento dello spettacolo che ha fatto registrare il tutto esaurito
Per approfondire:
Articolo: Un laboratorio da ridere. Riparte il Comedyficio tra vecchi e nuovi talentiArticolo: Io, Roberta Ippolita Lucia : "Il teatro mi ha aiutato a guardarmi dentro"Articolo: Sul palco sì, ma senza panchina. Ale e Franz superospiti di Zelig 30: "La voglia di comicità non muore mai"Milano – Miss Italia, Numero 17. Ovvero: Valeria Graci. In costume intero e risposte preconfezionate. Impossibile confonderla. Lei e la sua amica Katia (Follesa). Che qualche giorno fa sul palco di Zelig 30 hanno fatto vedere di funzionare ancora una meraviglia. Ora però si balla da sola. E piuttosto bene. Se si pensa che domenica il Manzoni è già tutto esaurito per il suo "Volevo essere io", scritto dall’attrice milanese insieme alla regista Francesca Zanni. One woman show. Per ridere della propria vita. O provarci almeno.
Valeria Graci
Valeria, mica facile essere sé stessi.
"È una grande sfida. Lo cantava anche Lucio Dalla che l’impresa eccezionale è essere normali. Ma ci tenevo così tanto che è nato prima il titolo e poi lo spettacolo. Avevo proprio bisogno di fare qualcosa di vero, di autentico".
Cosa racconta sul palco?
"La verità, crudele ma sempre comica, con la cura di parlare solo ed esclusivamente di me stessa, non ci sono giudizi sugli altri, nessuna offesa. Racconto anche di come sono cambiata nel tempo, da quando ragazzina giocavo in cortile negli anni 80. Che poi vuol dire andare a condividere tutta una serie di cose un po’ da boomer".
Le spalline?
"Certo. E poi la lacca per i capelli, le scarpe Timberland, le cabine telefoniche. Eppure in platea ci sono anche tanti spettatori dell’età di mio figlio, fra i 15 e i 17 anni, credo sia merito dei social".
Sotto i glitter c’è però anche qualche momento complicato.
"Guarda, è uno il momento. Da cui poi nasce la mia reale sfida. Perché ho deciso di parlare di quando ho vissuto un periodo di violenza psicologica. Avrei voluto condividerlo in chiave comica ma temevo che diventasse un boomerang. Ho quindi preferito mantenerne la drammaticità senza però perdere il sorriso sulle labbra. Il pubblico non si rende neanche bene conto, ci scivola dentro e l’episodio in un attimo è già finito. Ma non mi andava di star lì a raccontare che va sempre tutto bene, non è così. Basta guardare il mondo".
"ho deciso di parlare di quando ho vissuto un periodo di violenza psicologica. Avrei voluto condividerlo in chiave comica ma temevo che diventasse un boomerang”
Una relazione tossica?
"Sì, ne sono uscita, sono passati anni e la giustizia farà il suo corso. Ma ci tenevo a portarla sul palco".
Qual è il suo segreto?
"Credo proprio la normalità. Vado all’Esselunga e porto fuori il cane, cerco di ridere di me stessa. E forse per questo mi domandano: ma tu sei veramente così?"
È veramente così, Graci?
"Assolutamente sì, fin dagli inizi. Poi piace anche a me fare la splendida su un red carpet".
Quando ha iniziato?
"A 17 anni, prendevo il diploma e mi pagavo da sola i corsi di teatro. Ho iniziato prestissimo a lavorare, nel Rocky Horror al Mexico e nel gruppo Scaldasole. Quando ho incontrato Katia, ci siamo piaciute e ho scoperto la comicità".
La svolta?
"Zelig in prima serata, in quel momento cambia tutto. Esci in strada in tuta e mollettone ma ti riconoscono tutti. Mi urlavano "Ciao Miss Italia Numero 17!". È il potere della tv. Ma è stata una svolta inaspettata anche la mia seconda vita, la nuova pelle da solista. Non avrei mai pensato di riuscire a ricostruirmi così fra Striscia, Sanremo, il cinema. Il sold out di domenica è qualcosa di incredibile. Ma chi rimane fuori può recuperare nei prossimi giorni a Brescia, Lodi, Legnano".
Rimpianti?
"A Sanremo nel 2021 era tutto molto strano per il Covid. Io conducevo il PrimaFestival, esperienza bellissima ma sono mancati alcuni momenti, come il passaggio sul palco principale. Pensa che ho ancora un abito meraviglioso che le sarte di Dolce&Gabbana mi cucirono fino a notte fonda per la serata finale. Non l’ho mai potuto indossare".
Bisogna rimediare!
"Già, ci vorrebbe un’occasione speciale. Solo che prima devo perdere una decina di kg, ero un po’ più in forma all’epoca".
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