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Luca Barbareschi al Manzoni: “Credo nel potere delle idee. E nella mia faccia tosta”

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05.05.2026

Luca Barbareschi

Per approfondire:

Articolo: Patty Pravo e la sua ‘Opera’: “Amo la Callas e la sua Violetta. I giovani? Tanti mi seguono”Articolo: L’ex detenuto oggi chef e attore: "Io, accanto ai ragazzi difficili. Noi adulti diamo il buon esempio?"

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Milano – Senza misura. È così, da sempre. E allora ogni conversazione diventa un’incognita. Fra passioni, ricordi, polemiche. Sul palco invece si ride. Visto che Luca Barbareschi torna all’amatissimo David Mamet con “November”, da oggi al 17 maggio al Teatro Manzoni. Una farsa. Intorno al presidente americano Charles Smith. I sondaggi crollano e lui teme di non essere rieletetto. Meglio quindi riconquistarsi la fiducia degli elettori. In tutti i modi. Insomma: si prende in giro il potere. Con l’ex-parlamentare qui nei panni del traduttore e del protagonista. Al suo fianco Chiara Noschese, anche alla regia. E poi? Simone Colombari, Nico Di Crescenzo, Brian Boccuni.

Barbareschi, qui al Manzoni è cominciato tutto.

“È così. Vidi Valentina Fortunato, avevo 15 anni e dissi a me stesso che volevo fare l’attore. Tre stagioni dopo mi chiamò come assistente per “La tempesta“ e alla fine debuttai anche come interprete. C’erano Puecher, Sbragia, Luigi Fannucchi. Cinquant’anni di carriera. Puecher lo seguii a Chicago, facevo l’aiuto nell’opera lirica con Placido Domingo. Poi arrivò il Metropolitan, l’Actors Studio, la mia........

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