Si spacciano per agenti della polizia postale e convincono una donna a effettuare bonifici per 6.000 euro

In azione i carabinieri di Pizzighettone

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Pizzighettone, 18 aprile 2026 – Una truffa è andata a segno utilizzando falsi SMS ai quali la vittima ha risposto, iniziando un colloquio con interlocutori che si sono finti operatori della polizia postale e della società Nexi ed effettuando più bonifici per una somma complessiva di oltre 6.000 euro.

La denuncia

Venerdì mattina i carabinieri di Pizzighettone hanno ricevuto una denuncia di truffa da una donna del posto che ha riferito di avere ricevuto i giorni precedenti un sms sul proprio telefono cellulare che la avvisava che dal suo conto corrente era stato predisposto un bonifico di quasi 3.000 euro e, in caso non fosse stata lei ad eseguire tale movimento, avrebbe dovuto contattare un numero di telefono, che era indicato, di un presunto ufficio antifrode che avrebbe fornito l’assistenza necessaria.

La vittima, disconoscendo l’operazione, ha contattato il numero indicato nel messaggio e l’interlocutore si è spacciato per un operatore dell’antifrode e le ha riferito che qualcuno tentava di effettuare il bonifico. Il falso operatore le ha fatto scaricare sul telefono l’App della sua banca e poi ha convinto la vittima a recarsi presso uno sportello bancomat per l’autenticazione a tale App.

La donna si è recata presso lo sportello bancomat della sua banca e ha seguito le istruzioni che le sono state fornite dal falso operatore antifrode, effettuando solo una semplice operazione di verifica.

Il trucco

È stata contattata il giorno seguente dallo stesso falso operatore che l’ha convinta a effettuare bonifici del valore equivalente alla cifra che le volevano sottrarre, pagamenti che poi sarebbero stati stornati. Quindi, è tornata in banca e ha effettuato due bonifici, ma ha iniziato a insospettirsi.

A quel punto il falso operatore antifrode le ha passato al telefono un uomo che si è spacciato per un agente della polizia postale di Cremona che le ha detto che stava effettuando un’attività di indagine su alcuni soggetti che tentavano di effettuare delle truffe e di avere una delega della Procura della Repubblica di Cremona per svolgere tale indagine.

Il documento

Quindi, con un altro numero di telefono, il finto agente della polizia postale le ha mandato su Whatsapp un documento che risultava essere una delega di indagine per presunte truffe, ma ovviamente si trattava di una falsa delega perché mai emessa dalla Procura della Repubblica di Cremona.

Credendo nella buona fede del sedicente agente della postale e avendo ricevuto ulteriori sms che la informavano di ulteriori tentativi di sottrazione del denaro dal suo conto, la donna si è convinta a seguire quello che le dicevano di fare. La donna ha quindi effettuato sei bonifici per una somma superiore ai 6.000. Poi il finto operatore della postale le ha detto di presentarsi il giorno seguente presso gli uffici della Polizia Postale di Cremona per gli atti e le firme relative a quanto effettuato ed era stata avvisata che avrebbe ricevuto le notifiche dello storno di tutti i bonifici. Ma non ha ricevuto lo storno dei bonifici e ha capito di essere stata truffata, presentando la denuncia. 

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