Dal 2027 ci vorrà un mese in più per andare in pensione. L’Inps: ecco cosa cambia /

Come cambia l'età per andare in pensione di vecchiaia dal 2027 e 2028

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Roma, 17 marzo 2026 – La circolare Inps del 16 marzo mette ordine in uno dei dossier più sensibili per milioni di lavoratori: l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita nel biennio 2027-2028. Il punto politico e tecnico più rilevante è che lo scatto previsto non entrerà in vigore tutto insieme.

In pensione più tardi Pensione di vecchiaia Anticipata ordinaria Anticipata contributiva Lavoratori precoci Le finestre La filosofia della circolare

Il decreto interministeriale del 19 dicembre 2025 aveva fissato un aumento di tre mesi a partire dal 1° gennaio 2027, ma la legge di Bilancio 2026 ne ha ammorbidito l’impatto: nel 2027 l’aumento sarà di un solo mese, mentre dal 2028 scatterà l’incremento pieno di tre mesi.

In pensione più tardi

La scelta del legislatore ha un significato chiaro: evitare un salto troppo brusco già dal 2027, distribuendo l’aggravio in due tempi. In sostanza il sistema pensionistico continua a essere agganciato alla dinamica demografica, ma con un meccanismo di applicazione più graduale. La circolare chiarisce anche che l’intervento non riguarda soltanto la pensione di vecchiaia, ma investe l’anticipata ordinaria, l’anticipata contributiva e la pensione anticipata dei lavoratori precoci nelle ipotesi ordinarie.

Pensione di vecchiaia

Per gli iscritti all’Inps, alle forme sostitutive ed esclusive e alla Gestione separata, la soglia della vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese per tutto il 2027 e a 67 anni e 3 mesi dal 1° gennaio 2028. Dal 2029, salvo nuovi adeguamenti, il riferimento resta quello dei 67 anni e 3 mesi. È il cuore della circolare: il requisito anagrafico standard si muove, ma lo fa in due gradini distinti.

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Anticipata ordinaria

Sul fronte della pensione anticipata ordinaria, il requisito contributivo arriva nel 2027 a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028 si sale rispettivamente a 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese. Qui la circolare ricorda anche un elemento importante di contesto: i requisiti dell’anticipata erano rimasti sterilizzati rispetto agli adeguamenti alla speranza di vita per il periodo 2019-2024. Ora il meccanismo torna a muoversi.

Anticipata contributiva

Per i lavoratori con primo accredito dal 1996, la pensione anticipata contributiva richiederà nel 2027, 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva; nel 2028 i requisiti passano a 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi. È un passaggio non secondario, perché la circolare ribadisce che anche il requisito dei 20 anni di contribuzione effettiva è ormai ancorato agli incrementi della speranza di vita.

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Lavoratori precoci

Per i lavoratori precoci rientranti nelle ipotesi di disoccupazione, assistenza a familiari con disabilità grave o invalidità civile almeno al 74%, il requisito sale a 41 anni e 1 mese nel 2027 e a 41 anni e 3 mesi nel 2028. Anche qui la circolare conferma che il meccanismo dell’adeguamento opera in pieno, salvo le specifiche eccezioni previste per le mansioni gravose o particolarmente faticose, che costituiscono un capitolo a parte.

Le finestre

L’altro messaggio che emerge dalla circolare Inps è che il requisito non coincide automaticamente con l’uscita. In generale, i trattamenti anticipati decorrono tre mesi dopo la maturazione dei requisiti. Nel pubblico impiego la decorrenza è ancora più lunga: sette mesi se i requisiti maturano entro il 31 dicembre 2027 e nove mesi se maturano dal 1° gennaio 2028.

La filosofia della circolare

Nel complesso, la circolare certifica una doppia linea: da una parte il ritorno all’aggancio dei requisiti alla speranza di vita; dall’altra il tentativo di attenuarne l’impatto sociale con un’applicazione graduale nel primo anno. È una mediazione tra sostenibilità finanziaria e tenuta sociale. Ma il quadro non è uniforme: accanto alla regola generale, il documento apre un grande capitolo di deroghe, congelamenti e regimi speciali per lavoratori gravosi, usuranti, precoci “speciali” e comparti in divisa.

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