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Colosso Pedemontana, sopralluogo sul cantiere: 300 operai al lavoro per realizzare le gallerie

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10.04.2026

Sopralluogo sul cantiere di Pedemontana

Per approfondire:

Articolo: Metrotranvia Milano-Seregno, sul rischio stop a Paderno è rivolta in Brianza. Il nodo cantieri a Desio e SeregnoArticolo: A Lissone i nodi di Pedemontana. Il cantiere avanza: "Fuori i dati"Articolo: Pedemontana a Lentate. Giù quattro sovrappassi ma prima si farà la bretella

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Arcore (Monza Brianza), 10 aprile 2026 – Dentro Pedemontana, in quella che sarà la galleria Arcore 3, Tratta C, 150mila metri cubi di terreno smosso, come la frana della Val Brembana nel 2015. Una lunga lingua di terra brulla in mezzo a due montagne che fanno sentire piccoli quando si alza lo sguardo.

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Il cantiere

Al lavoro ci sono 300 persone al giorno. I mezzi vanno e vengono. “Lo scavo è tradizionale – spiega Matteo Falgari, direttore opere civili della tratta C –. Si toglie la terra, si costruisce la scatola che diventerà il tunnel, sotto il piano strada, e si ricopre”. Facile a dirsi. “Sopra non si vedrà nulla, solo il bosco”, assicura Sabato Fusco, direttore generale di Pedemontana. Giubbetto giallo ed elmetto per il sopralluogo sul cantiere. “Gli alberi ad alto fusto lambiranno la galleria, direttamente sopra non crescerebbero, lì pianteremo arbusti. L’aspetto ambientale è parte essenziale del progetto, conta quanto il resto. Ma che l’opera servisse non ci sono dubbi: la Brianza ha bisogno di un collegamento Est-Ovest. Si parla sempre dei contrari, ma tantissimi cittadini sono a favore”.

Il cantiere

Corsa contro il tempo

Qui, prima dell’arrivo delle ruspe c’era un bosco, “e in una decina d’anni tonerà più rigoglioso che mai”. “Lavoriamo a ritmo serrato”, spiega Rinaldo Englaro, direttore di tronco della Tratta C di Pedelombarda Nuova, il braccio operativo sul campo. Ad accogliere la delegazione alcune operatrici donne: “Sono il 30%”. I tempi stringono: “La prima macchina passerà da qui a fine novembre 2028”, promette Fusco. E Nicola Sarubbi, direttore operativo delle opere civili della tratta B2, conferma. Le due tratte insieme valgono 2,6 miliardi “chiavi in mano dagli espropri fino all’ultimo cespuglio”. I lavori si attestano a 1,6 miliardi di euro. “Nessun ritocco ai contratti – spiega Fusco – con Webuild e Pizzarotti che hanno vinto l’appalto c’era già stato l’adeguamento dei prezzi, la crisi internazionale non inciderà”.

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I contratti di fornitura

A una manciata di chilometri, le aziende, che gestiscono qualcosa come 600 contratti di fornitura per la realizzazione dell’autostrada, sfoggiano la loro potenza. Davanti al cimitero di Macherio, Tratta C, c’è un’idrofresa, al lavoro su un’altra galleria, la Macherio 1, lunga 600 metri. Qui, lo scavo è stato fatto con il metodo Milano con paratie di cemento armato profonde 20 metri grazie alla macchina.

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Un portento alto 30 metri, costo 4 milioni, capace di produrre il doppio di una benna mordente tradizionale. Accorcia i tempi e recupera bitume che verrà reimpiegato: “Non si butta niente”. A regime, sulla tratta B2, la più battuta, si attendono “55mila veicoli al giorno – conclude Fusco –. Sulla A, B1 e C un po’ meno: 40mila”.

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