Serena Brancale e il suo tour (Sacro): “Radici e spirito: ora vivo senza spine. E sul palco gli amici Levante e Sayf”
Serena Brancale è in partenza per il nuovo tour: attesa per la data lombarda il 21 luglio al Lake Park di Cernobbio
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SeguiciSerena, finalmente. Dopo quattro anni di successi radiofonici, la Brancale riunisce tutto in un album proiettato nella dimensione fondante dell’esperienza umana e religiosa come “Sacro”, raccolta di hit che parla “di radici e spiritualità, di appartenenza e libertà, di carne e anima, ma anche di festa e celebrazione” presentata ieri alla Mondadori di Piazza Duomo nell’attesa di tornare dal vivo il 21 luglio al Lake Park di Cernobbio.
“Sacro” come il sentimento che lega quella “Qui con me” presentata a Sanremo nel ricordo di sua madre, a cui è dedicata pure “Maria”, brano d’apertura dell’album.
"Un omaggio uguale nello spirito, ma diverso nella forma, visto ‘Maria’ poggia su un ritmo salsa. Il disco si chiude, invece, con ‘Bariamore’, dedica alla città in cui sono nata che per il sentimento che si porta dietro considero una mia piccola ‘Napule è’."
Un brano vintage che gracchia come un vecchio vinile.
"Ho fatto questa registrazione a casa mia, con i miei amici, con le mie coriste, seduti sul divano. La registrazione era bellissima e l’abbiamo lasciata così com’è, aggiungendoci quell’effetto per renderla ancora più intima e privata. Non volevo un disco troppo patinato."
Nel repertorio c’è “Bariamore”, ma pure “Magic Puglia”. Frutto del senso di colpa di essersene andata a vivere a Roma?
"Sì. Un modo per sentirmi vicina alla città che non vivo più da undici anni, anche se la lontananza me la fa amare ancora di più. Prova ne sia che da quando sto a Roma scrivo in pugliese, cosa che se fossi rimasta a Bari probabilmente non avrei fatto."
In “Gitana” dice che siamo spine attaccate alle rose.
"Quello è un brano passionale, con molta America Latina dentro, registrato a Miami e prodotto interamente da Richard Bona. Mi piace il senso di saudade che trasmette quell’espressione, anche se sto vivendo un momento di grande pace interiore e dentro spine non ne ho."
Niente di niente, dunque.
"La sola cosa a pungermi è forse il fatto di non vivere abbastanza la mia famiglia, perché abitando lontana non vedo mio padre o i miei nipoti quanto vorrei. Però so che, per vivere bene il mio lavoro, devo starmene altrove."
“Aquello” la condivide con Omara Portuondo, grande interprete di son e habanera oltre che riferimento del Buena Vista Social Club, 95 anni.
"Nella mia playlist preferita ho ‘Tal vez’ di Omara e ‘Silencio’ del Buena Vista con Omara. Così, quando s’è ritrovato tra le mani questa canzone di Santiago, un cantautore brasiliano, il mio manager ha pensato di farmi una sorpresa facendone cantare un pezzo alla Portuondo. Ne è uscito un brano dal profumo antico che stringe il cuore."
Anche se in canzoni diverse, ci sono pure due colleghi sanremesi: Levante e Sayf.
"Con Sayf ci siamo conosciuti l’anno scorso all’Arena di Verona, mentre di Levante sono fan dai tempi di ‘Alfonso’. Ma in un paio di brani, tra cui la ‘Besame mucho’ eseguita all’Ariston, c’è pure Gregory Porter. In qualche occasione, spero di poterli avere pure nei live."
Il tour debutta a Londra il 30 aprile.
"Sul palco saremo otto musicisti e otto ballerini, perché con un disco così è naturale ballare. Anche se a Sanremo mi sono presentata con un brano che m’ha fatto piangere una settimana, io sono molto molto festaiola e voglio che questo affiori dallo spettacolo. Metteremo a punto tutto nei prossimi giorni nel teatro di Agropoli scelto per l’allestimento. È la prima volta che mi confronto con una produzione così grossa."
Un ospite a cui tiene in particolare?
"Spero di avere Alessandra Amoroso, con la sua piccola Penny. Quando abbiamo inciso ‘Serenata’ stava ancora nella pancia della madre."
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