Alexia: torno a Sanremo per mamma Vilma. Armani? Lo zio di Andrea (Camerana) manca a tutti noi, si imparava da ogni suo gesto |
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Articolo: Nostalgia anni ‘90: vi ricordate i 5ive? A Milano l’8 luglio la reunion della mitica boy band ingleseArticolo: Serale Amici 25, tra i concorrenti tre cantanti lombardi: chi sono Caterina, Opi e RiccardoMilano – Il 26 marzo Alexia torna a scatenare al Fabrique lo spirito anni ’90 delle sue hit col juke box generazionale di “The Party – Back to the Dancefloor”, compilation live di una carriera quarantennale. "Abbiamo cercato di mettere assieme un corpo di ballo che sapesse evocare con le sue coreografie certe atmosfere di allora, ma anche no; ogni brano in scaletta avrà un suo spirito e una sua regìa, partendo dal mio repertorio più recente, per poi andare a ritroso nel tempo fino ai successi degli anni ’90 – racconta miss Aquilani –. Con la responsabile creativa Carolina Stamerra e il coreografo Thomas Signorelli abbiamo studiato con cura ogni momento, ogni dettaglio, a cominciare da balli, costumi, contributi video, per trascinare il pubblico in un viaggio nel tempo".
Che narrazione c’è dietro?
"Quella suggerita dal desiderio di spiegare cosa m’ha spinta a fare questo lavoro mossa dal desiderio di volare senza avere un cuscino su cui atterrare, nel caso le cose non fossero andate come sperato. Ero una ragazza senza “piano b“, solo una grandissima determinazione dettata dalla consapevolezza di dover raggiungere i sogni solo con le mie forze, non avendo alle spalle una famiglia agiata. Tant’è che inizio lo spettacolo indossando costumi molto belli (è sposata dal 2005 con Andrea Camerana, nipote di Giorgio Armani ndr) che si semplificano via via fino a quelli a basso costo degli esordi...".
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È sposata dal 2005 con Andrea Camerana, nipote di Armani e padre delle sue figlie Maria Vittoria e Margherita. Sei mesi dopo come vive l’assenza?
"Lo zio di Andrea manca molto a tutti. Bastava stargli accanto per rendersi conto di quanto si potesse imparare. Non servivano lezioni formali né contesti ufficiali: il vero insegnamento passava attraverso l’osservazione quotidiana, nei gesti più semplici e nei momenti più intimi. È lontano dai riflettori del lavoro che si coglieva la sua eredità più autentica".
Qual è stata la molla?
"Certe amatissime cantanti d’oltreoceano come Chaka Khan, per la straordinaria capacità di coniugare le radici di gospel, soul, blues, con il ritmo. Quando ero molto giovane ero rapita dalla capacità di queste donne capaci di passare sui palchi da un genere all’altro senza perdere un filo d’intensità. Oggi voglio essere anch’io una signora di mezza età capace di divertirsi con la dance senza per questo rinunciare a qualche momento introspettivo. Sto cercando di vendere l’anima a Satana per reggere il peso degni anni: allenamenti fisici con regime alimentare rigoroso. Ipocrita dire che nel mondo dello spettacolo l’aspetto non conta".
Un ospite speciale con cui sarebbe bello condividere una serata come quella del Fabrique?
"Salmo. Perché è uno giusto".
“Me and you”, suo singolo d’esordio (al n.1 tanto in Italia che in Spagna), ha compiuto trent’anni. Avrebbe immaginato una carriera così lunga?
"Assolutamente no. E devo ringraziare la mia psicoterapeuta per avermi insegnato a star bene pure giù dal palco. Quando scendevo mi venivano le vertigini. E lei è riuscita a farmi guarire. È stato come togliere il freno a mano. Tutto è ripartito".
Cos’altro ha in agenda?
"Alcuni tra i più importanti festival spagnoli a Madrid, Barcellona, Valencia, e appuntamenti in Nord Europa. Poi il tour italiano. E continua il lavoro sulle canzoni, che però oggi invecchiano molto più rapidamente di prima: c’è bisogno di metterle da parte, lasciarle sedimentare, riesaminarle dopo un po’ di tempo, se necessario correggerle, prima di pubblicarle. La canzone è pronta quando senti una specie di scossa nel riascoltarla. Ci metto un impegno di un atleta che si prepara alle Olimpiadi".
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Canzoni in italiano, da far ascoltare magari a qualche direttore artistico?
"Di tornare per la quinta volta a Sanremo l’ho promesso alla mia mamma novantenne e intendo tenere fede, possibilmente con una certa celerità, al proposito. Alla sua tenera età, la mia Vilma è ancora patitissima del Festival. Basta pensare che l’anno scorso ha rimandato un intervento al ginocchio perché programmato proprio la settimana della manifestazione; ho provato a spiegarle che nella vita ci sono priorità, non ha voluto sentire ragioni. Quando ho chiesto al chirurgo la cortesia di far slittare l’intervento di qualche giorno per via di Sanremo, ha pensato fossi io ad avere impegni col Festival. Non sapevo come dirgli che era lei a non volersi staccare dal video. Una volta riprogrammata l’operazione, per assisterla ho dovuto rinunciare alla settimana bianca con famiglia programmata da mesi".
Ci aveva provato quest’anno?
"Ci ha provato Fiorello che, dopo avermi ha chiesto se avessi da parte un brano, ha voluto ascoltarlo. E ha chiamato Conti. Non ero convintissima, anche perché mancava ancora un arrangiamento vero, ma alla fine, comunque, niente da fare".
Rispetto al 2003, quando vinse con “Per dire no”, com’è cambiato il Festival?
"Beh, oggi ti offre la grande opportunità di partecipare all’Eurovision. E la possibilità di giocarsi le carte pure in quel contesto col pensiero ai Måneskin, a Mahmood, a Il Volo e a tutti gli altri che in quel contesto hanno fatto bene. Anche se a me basterebbe fare un buon Sanremo, senza sprecare un posto come capitato a qualcuno quest’anno. Ecco, m’è scappata".
La canzoncina da parte per far contenta mamma Vilma ce l’avrebbe?
"No, ma penso di essere circondata dal team giusto per realizzarla".
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