È ora di cambiare musical: show annullati e spettacoli in perdita |
Una scena di “The Book of Mormon”: il musical, arrivato per la prima volta in Italia, agli Arcimboldi di Milano, ha faticato
Milano – Mal di musical? Probabilmente no, ma i problemi ci sono e i grandi produttori teatrali guardano avanti intenzionati a correggere il tiro nella consapevolezza che il pubblico ha bisogno di nuovi stimoli per tornare a riempire le sale.
Un super classico come “Cats”, atteso agli Arcimboldi dal 27 gennaio in versione orginale, funziona, lo “Sherlock Holmes” di Neri Marcoré, al Nazionale dal 28 gennaio e primo febbraio, pure, e così, a Roma, “Moulin Rouge! - Il Musical”, sotto quel Sistina Chapiteau che l’anno prossimo potrebbe migrare a Milano.
Con “Sapore di mare” non è andata bene, “The Book of Mormon” ha faticato, e due anni fa lo sbarco allo Scalo Farini dello stesso Sistina Chapiteau è stato un salasso. Il recente annullamento di “Immensamente Giulia!”, il musical di Francesco Sarcina (meno di 300 biglietti venduti a poco più di due mesi dalla messa in scena) si commenta da solo. Anche se in questi anni grandi successi non sono mancati, basta pensare a “Pretty Woman” e “Anastasia” o a kolossal come “Il Fantasma dell’Opera” e “Les Misérables” in versione “arena spectacular”.
“Ma non è una questione di pubblico, perché in questa città una volta ‘Il giardino dei ciliegi’ rimaneva in cartellone sei mesi, così come I Legnanesi – spiega Gianmario Longoni, direttore artistico del TAM Teatro degli Arcimboldi –. Purtroppo, quello del teatro musicale è un genere che si presta a una serie di sotterfugi; ci sono troppe produzioni, con titoli anche altisonanti, che offrono spettacoli di livello amatoriale. Il pubblico se n’è accorto........