Il rogo della Torre dei Moro e le nove condanne: “Continuiamo a lottare per edifici sicuri: riavremo le case a Natale”

Uno dei condomini, Alessandro Villa, davanti al cantiere del grattacielo

Per approfondire:

Articolo: L’incendio della Torre dei Moro. Nove condanne fino a tre anni. La pm: "Affermata la responsabilità"Articolo: Incendio alla Torre dei Moro: condomini risarciti dall’azienda spagnola dei pannelli andati in fiamme ma il processo continuaArticolo: Il maxi-rogo della torre dei Moro e la speranza, prime famiglie a casa: “Quattro anni di limbo. Ma ora abbiamo due figli”

Milano – La data segnata in rosso sul calendario è il 22 dicembre del 2026. Quel giorno che precede le feste di Natale, a meno di imprevisti e slittamenti lungo il percorso, dovrebbero essere consegnati gli appartamenti agli abitanti della Torre dei Moro, ora in fase di ricostruzione con il nuovo nome di Torre Seta.  Una rinascita del grattacielo di 18 piani che prese fuoco, il 29 agosto del 2021 , trasformandosi in una “torcia” ma per fortuna senza causare vittime, anche perché in molti erano fuori casa in una calda domenica estiva. Venerdì, intanto, si è chiuso un altro capitolo, con la condanna in primo grado di nove imputati: le più alte, tre anni di reclusione, per i due manager del colosso spagnolo Alucoil che ha prodotto quei pannelli bruciati in pochi secondi, per chi li ha commercializzati e per chi ha realizzato quelle facciate “a vela”, che si sono trasformate in una “torcia”. Un’altra tappa nella battaglia portata avanti dal Comitato Rinascita Antonini, con portavoce Mirko Berti, uno dei residenti rimasti senza casa, che da quattro anni si sta spendendo anche per un intervento normativo per garantire edifici sicuri e prevenire altri disastri.

Sono passati cinque anni da quel pomeriggio del 29 agosto del 2021, quando si scatenò il rogo

Come avete vissuto questa sentenza?

“Le pene sono state inferiori rispetto alle richieste formulate dalla pm Marina Petruzzella, ma per noi l’importante è che l’impianto accusatorio abbia retto. È stato confermato il nesso causale con l’incendio di una serie di comportamenti sbagliati, a partire dalle responsabilità di chi ha costruito, commercializzato e installato i pannelli. Siamo tutti in attesa di leggere le motivazioni del Tribunale, per capire come sono state valutate alcune singole posizioni. Probabilmente ha pesato anche il risarcimento offerto dalle aziende, attraverso un accordo fuori dal processo con la maggior parte dei condomini”.

Come stanno procedendo i lavori per la ricostruzione?

“Le prime dieci famiglie, che abitano nelle “villette“ al piano terra, sono rientrate. La consegna degli altri appartamenti è prevista per il 22 dicembre, ma guardiamo a questa data con prudenza perché nell’edilizia è facile sforare i tempi. Manca ancora tutta la parte di impiantistica, idraulica ed elettrica. Ci sono ancora parecchi lavori da fare: non vediamo l’ora di poter rientrare nelle nostre case, voltare pagina e ricominciare la nostra vita”.

La risposta giudiziaria c’è stata, manca ancora quella politica e istituzionale. Quali risultati avete ottenuto nella vostra battaglia per edifici sicuri?

“A distanza di quattro anni e mezzo c’è ancora un vuoto normativo, ma noi non ci arrendiamo e continueremo a combattere. Manca una cultura della sicurezza e della prevenzione, noi abbiamo cercato di portare il nostro contributo ottenendo purtroppo pochi risultati, al di là di strette di mano e incontri con politici di diverso colore. Per rendere l’idea dei pericoli, basti pensare che nel mondo sono installati 48 milioni di metri quadri di pannelli come quelli andati a fuoco sulla nostra facciata. Il nostro impegno è rivolto anche a costruire un protocollo per gestire l’emergenza abitativa, quando persone come noi rimangono da un giorno all’altro senza casa, che vada al di là di interventi nell’immediato. Anche su questo fronte si è mosso poco: persone come la famiglie residenti nell’edificio inagibile a causa del deragliamento del tram 9, solo per citare l’ultimo caso, rischiano di vivere la nostra stessa odissea”.

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

IncendioProcessoIndaginiCasa


© Il Giorno