Dai docenti precari 3.200 cause per il bonus negato, uffici ingolfati e sprechi: “Disfunzioni da sanare” |
Un corteo dei precari della scuola. Da tempo portano avanti una battaglia legale contro misure discriminanti
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Una insegnante
Il presidente del Tar lombardo
“La miriade di cause, accolte, dinanzi ai giudici del lavoro e ai Tar, non solo a Milano, ma in tutta italia, sta comportando esborsi significativi, ed evitabili, per spese legali a carico del ministero”, evidenzia il nuovo presidente del Tar della Lombardia Marco Buricelli, che ieri ha inaugurato l’anno giudiziario. “Il balzo in avanti dei ricorsi in entrata – ha aggiunto – ha alterato la statistica, nel senso che a fronte dell’espansione di tali controversie l’aumento complessivo delle giacenze (circa 7060 cause ancora da definire alla fine del 2025 e 6930 al 12 marzo 2026, quando erano 5760 al 31 dicembre 2024) è un dato per il momento ineluttabile”.
Gli effetti
Nel 2026, con dati aggiornati allo scorso 3 marzo, sono stati depositati altri 440 ricorsi sullo stesso tema. Sommando i 400 del 2024 e i 2360 del 2025, “si è arrivati a “quota 3200“”. Pendono al momento oltre 1150 ricorsi sulla materia. “Colpisce sfavorevolmente il numero elevatissimo di questi giudizi – si legge nella relazione di Buricelli –. Il fenomeno segnala disfunzioni che si riverberano sull’apparato giudiziario del lavoro e, nella fase della esecuzione, sugli organi della giustizia amministrativa”. Un fenomeno che comporta “una moltiplicazione evitabile degli oneri economici, si pensi in particolare alle statuizioni necessitate del giudice del lavoro e del Tar di condanna del ministero alle spese legali, a carico dell’amministrazione soccombente per effetto di un doppio passaggio giudiziario dinanzi al giudice ordinario prima, e poi davanti al giudice amministrativo per l’esecuzione/ottemperanza”.
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Le sentenze
Per questo, si legge nella relazione, alcune sentenze sono state trasmesse alle Procure regionali della Corte dei Conti per valutare un possibile danno erariale legato alla “resistenza“ del ministero. Ministero che, ieri, ha replicato con una nota. “L’azione di coordinamento avviata con gli Uffici scolastici regionali ha permesso di imprimere un’importante accelerazione alla gestione del contenzioso e assicurare tempi più rapidi – si legge –. Ad oggi sono state infatti eseguite complessivamente 94.120 sentenze, pari alla quasi totalità di quelle ricevute dagli Uffici”. Sono stati erogati finora pagamenti a livello nazionale, secondo i dati del ministero, per un totale di 157.089.292 euro, di cui 145 milioni da settembre 2024 a febbraio di quest’anno, a fronte di una esecuzione di sentenze per 12 milioni circa fino ad agosto 2024. “Il ministero – prosegue la nota – ha progressivamente, e per la prima volta, ricompreso i docenti a tempo determinato nella platea dei beneficiari, proprio in risposta alle sentenze che avevano progressivamente prospettato la necessità di ampliarne i destinatari”.
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