Dal tram deragliato a Milano “nessun alert prima dello schianto”. Incarico al super consulente della strage di Pioltello
Accertamenti sul tram deragliato
Per approfondire:
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Il ristorante contro cui si è schiantato il tram 9
Le due telefonate dopo l’incidente
Nella prima, poco dopo le 16.11 di venerdì, dice ai colleghi: "Male, male, mi sono fatto male... deragliamento". Subito dopo, un’altra breve comunicazione che probabilmente ha fatto scattare i soccorsi. Elementi che emergono dalle indagini coordinate dalla pm Elisa Calandrucci, sull’incidente che ha provocato due morti - il commerciante di Vigevano Ferdinando Favia e il nigeriano Johnson Okon Lucky, richiedente asilo 49enne - e 54 feriti. Per chiarire la dinamica la Procura ha affidato una consulenza tecnica all’ingegner Fabrizio D’Errico, lo stesso esperto dell’incidente ferroviario di Pioltello.
L’ipotesi più accreditata: l’errore umano
L’ipotesi più accreditata resterebbe quella dell’errore umano, dovuto o a un malore o a una distrazione del conducente, al momento il solo indagato per disastro ferroviario, lesioni e omicidio colposi. Lo scambio e la relativa lanterna, ovvero il segnale luminoso specifico che indica la direzione impostata delle rotaie, sono risultati perfettamente funzionanti. Inoltre, il sistema di frenata di sicurezza installato sul tram, uno di quelli di ultima generazione e difficilmente soggetti ad anomalie tecniche, non è mai entrato in funzione prima che il conducente perdesse il controllo del mezzo che procedeva quasi a 50 chilometri all’ora, la velocità massima.
L’analisi della scatola nera
Un indirizzo preciso dell’inchiesta si avrà, però, con l’esito degli accertamenti tecnici che dovrebbero cominciare nei prossimi giorni. Per far luce su quanto è accaduto, sebbene sia inverosimile che un veicolo simile possa aver avuto un guasto, sul fronte tecnologico importante sarà l’esame della scatola nera: da qui si capirà se ci possa essere stata qualche falla.
Malore o errore? L’analisi del telefonino, quella delle cartelle cliniche e quella cinematica
Sul fronte che riguarda un presunto errore umano, invece, saranno fondamentali le analisi, non solo delle conversazioni del tranviere con la centrale operativa dell’Atm, ma anche del suo cellulare ora sotto sequestro. Si dovrà appurare se abbia segnalato qualcosa che non andava, oppure se si sia trattato di una fatale distrazione, come un messaggio inviato con il cellulare o altro. Per completare lo scenario ci saranno le verifiche sulle immagini dei video, sia scaricati dalle telecamere interne al tramlink sia da quelle esterne e piazzate all’incrocio in cui ha scarrocciato, e anche una consulenza cinematica. E poi, tra l’altro, verranno passate in rassegna le cartelle cliniche del dipendente Atm, che ha da subito riferito di aver accusato un malore, per accertare se abbia avuto una sindrome vasovagale o disturbi di altra natura a cui si aggiungono le testimonianze di chi si trovava sul tram.
Il ricordo delle due vittime
Ieri il Consiglio regionale della Lombardia ha osservato un minuto di silenzio, all’apertura della seduta, per ricordare le due vittime. ll Comune e Atm stanno cercando di prendere contatti con i familiari del nigeriano, senzatetto che in passato si era rivolto alla Caritas Ambrosiana, chiedendo aiuto per la domanda di protezione internazionale. "Viveva in luoghi di fortuna nei pressi della stazione Centrale", spiega don Paolo Anselmi, presidente della Casa della Carità. Il tram 9, che collega proprio la Stazione e la mensa dei Poveri dell’Opera San Francesco, è spesso preso dai senzatetto anche come rifugio dalle intemperie. "Non si sa se Okon Johnson Lucky e Abdou Karim Tourè (ferito che in un primo momento era stato identificato come la seconda vittima, ndr) viaggiassero insieme. La loro presenza sul mezzo deragliato è però un monito a tutti noi, a intensificare gli sforzi di accoglienza".
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