Tommaso Paradiso si presenta al Forum: voglio vivere il presente (pur se brutto)

Tommaso Paradiso

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Assago (Milano) – Il suo primo Sanremo avrebbe potuto andare peggio, o forse meglio, ma comunque è andato. E Tommaso Paradiso si presenta domani al Forum per raccoglierne i frutti. “Sono sempre stato uno che subisce molto il presente ed essere leggero in tempi di guerre non mi riesce facile”, ammette. Anche se il debutto davanti al pubblico romano dello scorso week end e a quello goriziano in occasione dell’anteprima di qualche giorno prima ha mandato messaggi confortanti, pur senza distogliere lo sguardo dal presente. “Davanti alle notizie che abbiamo davanti, viene spontaneo chiedersi se abbia senso fare spettacolo in un periodo così. Eppure, la musica sa anche unire, creare spazi di riconciliazione. Essere un cantante pop in tempi di conflitti mi ricorda anche che l’arte è il luogo in cui mi rifugio quando tutto si fa più difficile: uno spazio intimo e protetto, capace di accogliermi e restituirmi la stessa sicurezza di un abbraccio materno”.

Le canzoni

Questo, naturalmente col sostegno euforico di un pubblico che canta il repertorio dalla prima all’ultima canzone, traversando un orizzonte che dai The Giornalisti di “Fine dell’estate” o “Completamente” arriva al “Tommy” dell’ultima fatica discografica “Casa Paradiso” con “Forse”, “Lasciamene un po’”, “Ma come fanno i rapper”. “Ogni disco, per me, è come il capitolo di una vita” ammette lui, affiancato in questo cammino primaverile nelle arene da Matteo Cantaluppi alle tastiere (e direzione musicale), Silvia Ottanà al basso, Angelo Trabace al pianoforte, Gianmarco Dottori alla chitarra acustica, Nicola Pomponi e Marco Antonio Musella alle chitarre elettriche, Daniel Fasano alla batteria. Ai cori Roberta Montanari e Alice Barbara Tombola.

Da Sanremo al Forum 

“Da ragazzo ascoltavo gli album dei miei idoli con la curiosità di entrare nelle loro storie, capire cosa avessero vissuto in quel preciso momento. Li consideravo quasi come raccolte di racconti personali. Sono molto legato all’esperienza concreta, non soltanto al pensiero, e quindi attraverso la musica cerco di restituire ciò che ho vissuto in questi miei ultimi anni”. E tra le avventure più recenti c’è appunto il Sanremo de “I romantici”, decima all’Ariston, ma ancora saldamente in classifica. “La mia partecipazione al Festival è nata dal bisogno di rompere uno schema ormai prevedibile: studio, disco, tour” ammette. “Sentivo l’urgenza di uscire da quella routine e mettermi alla prova in qualcosa di completamente diverso. È stato qualcosa d’inedito e proprio per questo capace di regalarmi emozioni nuove che ho cercato di far mie fino in fondo. Di riconoscimenti me ne sono arrivati pure più del necessario, ora m’interessa altro. Voglio vivere il presente, quel che accade qui ed ora”.  

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