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Arengario: si farà l’ascensore (interno) griffato Boeri

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16.02.2026

L’archistar Stefano Boeri ha proposto due diverse soluzioni per risolvere il problema dell’accessibilità del monumento

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Monza, 16 febbraio 2026 – Alla fine anche le 17 associazioni culturali monzesi si sono convinte. Bisogna scegliere tra una delle due opzioni proposte dallo Studio Boeri Architetti per l’ascensore in Arengario, non c’è altra via. E il loro pendere è più verso la soluzione dell’ascensore interno (che occuperà una porzione di porticato), considerato meno invasivo, soprattutto dal punto di vista della visuale paesaggistica.

L’altra ipotesi invece, quella dell’ascensore esterno, caratterizzato da una torre-ascensore e da una passerella in vetro, viene considerata più impattante, soprattutto chi arriva da via Carlo Alberto.

È questo l’esito del lungo incontro avvenuto l’altro ieri, e durato più di due ore, tra i rappresentanti delle associazioni culturali monzesi e il sindaco di Monza Paolo Pilotto, insieme all’assessore all’Urbanistica Marco Lamperti. Sul piatto c’erano diversi punti critici che le associazioni avevano sollevato in una lettera all’amministrazione.

Anzitutto il metodo: «Conoscere il motivo che ha portato l’amministrazione comunale a preferire l’incarico diretto a un singolo studio di architettura invece di optare per un maggiore coinvolgimento di progettisti in un concorso di idee». Poi, l’impatto urbano della soluzione esterna, fino alla necessità di «riconsiderare l’intera questione dal punto di vista della unicità di piazza dell’Arengario».

Centrale, infine, il tema dell’unità simbolica del complesso: «Tale unità dell’insieme, significativamente resa dalla continuità del piano terreno (piazza e portico), sarebbe invece parzialmente intaccata da un impianto di risalita collocato sotto il portico».

«È stata una riunione molto lunga e costruttiva – commenta Ettore Radice, presidente dell’associazione Mnemosyne –. Sindaco e assessore ci hanno spiegato come molte ipotesi alternative a quelle proposte pubblicamente da Boeri, siano state preliminarmente bocciate dalla Soprintendenza, che ha parametri molto stringenti. Abbiamo preso atto che anche alcune delle nostre proposte sarebbero irrealizzabili».

«Osservato ciò – prosegue – abbiamo fatto una una disamina dei progetti proposti, riscontrando come la prima ipotesi dell’ascensore interna sia meno invasiva di quello che ci sembrava. Non occupa poi tutto questo spazio di porticato. Inoltre, al piano superiore, non penalizza la sala espositiva, ma sbuca invece dove c’è il foyer, implicando solo un piccolo spostamento di spazi. Resta da valutare la qualità e la tipologia dei materiali che verranno usati».

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