Giani raccoglie l’assist di Renzi: “Sì alle Olimpiadi 2040 in Toscana”
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani (Foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)
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Firenze, 18 febbraio 2026 – Di corsa inseguendo il traguardo, ancora parecchio lontano. Sarà come correre una campestre. Un percorso in salita, pieno di ostacoli. E ai blocchi di partenza si presenteranno avversari altrettanto determinati. Ma la Toscana scalda i muscoli e scende in pista in anticipo, perché vuole esserci. Anzi, «la Toscana c’è già», assicura senza esitazioni il governatore regionale Eugenio Giani. Che raccoglie l’assist calibrato del senatore Matteo Renzi e, sull’onda dell’entusiasmo per le Olimpiadi Milano-Cortina, rilancia l’idea di ospitare i Giochi in Toscana: «La nostra Regione vuole farsi trovare pronta».
Presidente, ma davvero la Toscana sarebbe in grado di reggere la sfida?
«Assolutamente. Penso a una cerimonia di apertura a Roma, nello stadio Olimpico che potrebbe ospitare anche le gare di atletica leggera. Il modello di Olimpiadi diffuse e sostenibili come Milano-Cortina è vincente, è un toccasana per i territori. Noi potremmo ospitare i Giochi in sinergia con Roma e anche con l’Emilia-Romagna, come avevamo già prospettato un anno fa. Le caratteristiche ci sono tutte».
Quale sarebbe il ruolo della Toscana?
«Nel 2036 o nel 2040 toccherà di nuovo all’Europa ospitare i Giochi, la sfida è troppo avvincente per lasciarcela sfuggire. Penso alle gare di vela a Punta Ala e al windsurf a Monte Argentario. Ma anche al tiro con l’arco con tribune di sostegno temporanee nel pratone sotto le mura di Lucca. E ancora: penso alle gare di scherma a Livorno in un palazzetto da realizzare nello scenografico contesto dell’oasi della contessa medicea. Abbiamo scenari naturalistici straordinari, penso alle gare di triathlon al lago di Bilancino, al canottaggio sul lago di Roffia, all’interscambio tra nuoto e bici sulle nostre meravigliose colline dove correva il Leone del Mugello, Gastone Nencini. E questo solo per fare alcuni esempi...».
Va bene, le caratteristiche morfologiche ci sono tutte. Ma gli impianti?
«Abbiamo le strutture adatte e comunque nella prospettiva del 2040 abbiamo il tempo necessario per costruire tutto quello che ci manca, come è stato fatto per Milano-Cortina».
E le infrastrutture sono adatte?
«Sarebbe l’occasione giusta per dare una scossa alle aziende statali come Trenitalia e Autostrade nell’accelerare gli ammodernamenti e le opere necessarie per rendere la nostra Regione ancora più appetibile e competitiva».
Qual è dunque il prossimo passo concreto da compiere nella candidatura?
«Con il presidente del Coni Luciano Buonfiglio il discorso era già stato affrontato nei mesi scorsi quando era venuto a Firenze. Siamo rimasti d’accordo di riparlarne una volta finite le Olimpiadi invernali».
Quanto varrebbe per l’indotto della Toscana ospitare i Giochi?
«Moltissimo, ma è difficile fare una stima puntuale. Oggi le Olimpiadi rappresentano senza ombra di dubbio il più grande volano per trasformare la nostra Regione. I Giochi del 2040 possono diventare l’elemento attraverso cui la Toscana può proiettarsi al mondo. Lo ribadisco: noi vogliamo esserci. Anzi, noi ci siamo».
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