Pavoni, le storiche macchine del caffé lasciano San Giuliano: a rischio 30 posti di lavoro |
Il presidio davanti alla Pavoni di San Giuliano Milanese
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L'azienda, che dal 2019 appartiene al gruppo Smeg, ha prospettato il trasferimento a Bonferraro, in provincia di Verona, di alcuni settori attualmente ospitati a San Giuliano. Un passaggio che verrebbe attuato tramite la cessione di un ramo d'impresa e che, nei fatti, mette a rischio 30 posti di lavoro su un totale di 43 dipendenti oggi in servizio nel sito del Sud Milano.
Stamattina, davanti ai cancelli di via Gorizia, un sit-in di protesta ha accompagnato uno sciopero di due ore indetto da sindacati e Rsu.
Le dichiarazioni dei lavoratori
“L'obiettivo è far cambiare idea all'azienda e cercare di mantenere l'attività a San Giuliano, tanto più che la Pavoni è un marchio storicamente legato a questo territorio: 'fatte a mano a Milano' è lo slogan che accompagna le nostre macchine del caffè - dichiara Davide Nobis, delle Rsu -. Abito nell'Oltrepò Pavese, non potrei accettare un trasferimento in provincia di Verona: significherebbe dover cambiare abitudini e ritmi di vita”.
Dello stesso parere Angela Scaltrito, che abita a San Giuliano ed è operaia in via Gorizia dal 1995: “A pochi anni dalla pensione e con una situazione famigliare particolare – dice –, sarebbe impossibile stare lontano da casa. E pensare che il gruppo Smeg aveva acquisito la Pavoni con dichiarati intenti di rilancio”.
Il supporto dei sindacati
La protesta dei lavoratori è sostenuta da Fiom Cgil e Uilm. “Un trasferimento a 200 chilometri dall'attuale sede è un licenziamento camuffato – afferma Francesco Caruso, della Uilm -. Con la delocalizzazione, il Milanese perderebbe un bagaglio di esperienze e professionalità importante, maturato in tanti anni di presenza sul territorio”.
“Oltretutto – aggiunge Andrea Torti della Fiom – la situazione sta generando un clima divisivo tra i lavoratori: quelli a rischio e quelli che, almeno teoricamente, verranno salvaguardati”.
La posizione dell'azienda
Il gruppo Smeg fa sapere che, in questa fase delicata, “la priorità sarà contenere il più possibile i disagi occupazionali, analizzando con attenzione e disponibilità, insieme ai soggetti competenti, le misure utili ad attenuare le difficoltà oggettive dei dipendenti dello stabilimento di San Giuliano Milanese coinvolti dalla cessione. La Pavoni è da sempre riconosciuta come un’eccellenza del made in Italy. Questo passaggio verrà gestito con rigore e responsabilità, garantendo un confronto serio e trasparente con tutti gli interlocutori coinvolti”.
Il sostegno delle autorità locali
Al presidio di stamattina era presente anche l'amministrazione di San Giuliano, col sindaco Marco Segala e gli assessori Alfio Catania e Daniele Castelgrande, che hanno manifestato vicinanza al personale della Pavoni. “Chiederemo che il caso venga esaminato in Regione, nell'ambito della Commissione attività produttive”, annuncia la classe politica locale.
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