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Unica vittoria del calcio. Battuta la kermesse

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28.02.2026

Uelà, si è svegliato il festival. Sarà stato il duetto Eros-Alicia? O le gag di Pantani? Lo share è tornato ai migliori anni della vita sanremese, dicono gli almanacchi che il 60,3 per cento è un esclusiva che non si realizzava dal 1990, presentavano Johnny Dorelli e Milly Carlucci e l'evento registrò, nella terza delle quattro serate totali, il 64,59. Cifre potenti, però vanno pesate e lette, come accade con le azioni di Borsa. Le prime due notti sono state per niente affatto magiche, con un calo di tre milioni di spettatori e share ai minimi ma le canzoni e il resto avevano contro uno spettacolo irripetibile, le partite di Champions league, in campo i competitor del festival erano l'Inter e la Juventus (questa, per di più, con i tempi supplementari, dunque chiusura alle 23.30), con un bacino di utenza televisivo di due milioni ufficiali, più pezzotto a raddoppiare ampiamente la cifra. Esaurita la coppa più importante, il giovedì sera è stato occupato da Bologna-Bran, chiedo scusa come un Chievo Livorno qualsiasi. Va da sé che la transumanza ha ripopolato il festival, così nelle ultime due serate, perché una cosa è certa: il calcio vince sempre, raggruma folle, divide ma raduna e se Sanremo, comunque, ha provato a resistere chi è crollato clamorosamente è stato il talk politico, Berlinguer&Labate all'1,7%, Del Debbio-Formigli al 3,3&-3,9%. Da che si deduce che all'italiano medio, afflitto da numerose devastazioni genitali, a sera devi saper offrire la merce giusta, il varietà, il football, le canzoni.

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