Millet, se la letteratura non diventa un reparto dell’umanitarismo

Alla prossima fiera «Più libri più liberi» di Roma, per vendere libri, non basterà più pagare uno stand ed esporre i propri prodotti, bisognerà produrre il certificato dell'anima: la dichiarazione di antifascismo. Una sorta di modulo della purezza creato dagli ennesimi sacerdoti del Bene, che invece di occuparsi di organizzare bene una manifestazione e di aiutare gli editori a vendere libri, vogliono dell'eresia, della libertà di leggere anche ciò che ci irrita, si trasforma in una dogana ideologica dove si controlla se l'editore è abbastanza buono per esporre libri.

In questa miseria burocratica torna alla mente Richard Millet. Non un matto della rete, non un........

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