Storia vera di Natale

Il fatto non sussiste e l’ospedale è assolto. Quante tragedie sanitarie finiscono così, la gran parte. A garanzia dell’oblio collettivo.

Altrimenti addio alla fiducia, alle frotte di pazienti, al business.

Di una mamma morta di parto non si trova quasi mai un responsabile perché errare è umano; il ricoverato che non ce la fa era sempre molto malato; le infezioni che prendono il sopravvento in corsia dipendono dalla generica antibiotico resistenza e le autopsie non rivelano quasi mai nulla se non gli arresti cardiocircolatori.

I processi e la mala sanità finiscono raramente col rispettare il diritto, più spesso con il sostenere la teoria prevalente, un po’ come fanno gli scienziati.

Qual è la teoria prevalente?

Quella che supporta l’immagine, ad esempio “ospedale eccellente”.

La storia

Cari amici del blog, il mio regalo quest’anno è una storia vera e il mio augurio per voi è il significato che porta con sé.

Bella non può dirsi, anche se la sua protagonista lo era. E altrettanto bella, se non di più, è stata la trama della sua vita.

Ma il finale – una morte fra dolori atroci dovuta a cure sbagliate, a soli 17 anni – ha trasformato tanta bellezza in tragedia.

Il libro

Lisa. La giustizia svanita in un sogno. Cronache reali e immaginarie dal Tribunale di piazzale Clodio (Armando Editore)........

© Il Giornale