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Il virus della superficialità

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10.03.2020

“Mi spiace, ma non c’è posto”. L’infermiere pronuncia queste parole asciugando la fronte madida di sudore. Può farlo perché non ha nessuna mascherina di protezione. Sono finite. Da un pezzo. Come i posti in terapia intensiva. Il turn over è stato lento come il tempo di cui ha bisogno una ruga per scavarsi sul volto. Il turn over del contagio invece è stato rapido come un Frecciarossa. Di quelli che non subiscono ritardi però e i cui passeggeri non scappano per ricongiungersi con famiglia e radici. Neanche il tempo di esultare per aver infranto le barriere. Le regole si estendono a tutto il paese. Gli incoscienti........

© Il Giornale