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Oltre le Termopili: perché l’Iran non dovebbe...

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26.09.2019

Intervenendo alla 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Donald Trump ha voluto ribadire, come se ce ne fosse stato bisogno, l’ostilità del suo paese verso l’Iran. E proprio l’Iran è l’argomento principe del 56esimo numero di Eurasia – Rivista di studi geopolitici, di imminente uscita, all’interno del quale è contenuto anche un modesto contributo di chi qui scrive.

Un tema importante, del resto, quello dell’Iran, che merita di essere conosciuto e approfondito anche da un pubblico di non addetti ai lavori, per poter meglio comprendere le dinamiche che ruotano attorno alla questione, spesso affrontata in maniera molto superficiale dai media generalisti. Dopo la decisione degli USA di recedere dal JCPOA, il paese degli ayatollah vive infatti rapporti diplomatici concitati con la cosiddetta “comunità internazionale”. Eppure, solo due anni e mezzo fa, sembrava che le relazioni tra Teheran e l’Occidente potessero normalizzarsi. A spiegare dove nasce questa situazione (e quali siano i rischi che ne conseguono) è il professor Claudio Mutti, direttore proprio di Eurasia.

“L’origine della situazione attuale – spiega il professor Mutti - è facilmente documentabile, poiché la lista delle affermazioni anti-iraniane del presidente statunitense è piuttosto lunga. Qui basterà ricordare quella del marzo 2016, quando, nel corso di un incontro con esponenti dell’ebraismo americano, Trump definì ‘catastrophic’ per gli USA e per Israele l’accordo sul nucleare iraniano. Al termine di quello stesso anno, il conservatore Mark Wallace e il democratico Joseph Lieberman pubblicarono sul ‘Washington........

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