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I limiti della Lega. Perché ora il salvinismo...

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30.08.2019

Il giorno del nuovo incarico a Giuseppe Conte è stato anche, inevitabilmente, il giorno della sconfitta di chi, Conte, lo voleva sfiduciare: Matteo Salvini. Inizia così la “traversata del deserto” dell’opposizione per la Lega. È quindi inevitabile chiedersi cosa sia andato storto. E cosa rimanga della breve esperienza dei sovranisti al Governo. Per arrivarci Salvini e il Carroccio avevano lavorato duramente. Un lavorio lento e faticoso, durato anni e iniziato nel dicembre del 2013, quando “il capitano” esordì come segretario federale di quella che era la “Lega Nord per l’indipendenza della Padania”, prendendo in mano un partito quasi annientato, nel consenso, dagli scandali della famiglia Bossi che avevano distrutto il sogno federalista e iniziando a trasformarlo nella macchina macina-consensi che ha sbaragliato la concorrenza alle elezioni europee di maggio 2019.

Eppure la cavalcata vittoriosa di Salvini e della Lega, durata anni, si è trasformata in una disfatta nel giro di una ventina di giorni. Come è stato possibile? Purtroppo, duole dirlo, sono stati commessi degli errori. Diversi errori. A partire dal più grossolano, l’ultimo: tentare di scatenare, in pieno agosto, tra una spiaggia e l’altra, tra un mojito e un selfie, una crisi di Governo basandosi esclusivamente sul momentaneo consenso elettorale e dimenticandosi che l’Italia è una Repubblica parlamentare. E, pertanto, a votare la fiducia ai governi........

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