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Greta e la geopolitica. Cui prodest?

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07.10.2019

“Cité­-jardinistes”. Con questo termine Renè Guenon, nella sua opera “Il Teosofismo. Storia di una pseudo-religione”, indicava, negli anni Venti del XX secolo, quel milieu sostanzialmente liberal-paganeggiante (ma di un paganesimo essenzialmente sintetico e anti-tradizionale), antenato del contemporaneo ambientalismo. Non è quindi strano che certo ecologismo sia in qualche misura consustanziale all’elite mondialista e liberal-globalista. Non bisogna pertanto stupirsi se, all’attuale fenomeno Greta Thunberg, si accodino figure come il principe monegasco Pierre Casiraghi o i soliti attori di Hollywood.

Tuttavia, oltre a raffigurare il retroterra ideologico di elites più o meno occulte, il fenomeno Greta può aprire anche differenti chiavi di lettura. Interessante, tra gli altri, il commento, al proposito, del presidente della Federazione Russa,........

© Il Giornale