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La sinistra vuole zittirci tutti

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16.11.2019

Li chiamano presidi antifascisti, sit in democratici, cortei di protesta, ma sono solo espressioni plateali di un’intolleranza inaudita. Il mare di “sardine”, che giovedì sera ha circondato il PalaDozza dove Matteo Salvini ha lanciato la candidatura di Lucia Borgonzoni alle elezioni regionali in Emilia Romagna, ha inaugurato la nuova stagione di rivolta contro il dilagare del centrodestra. Il flash mob, organizzato in piazza Maggiore da Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa, è stato una pugno alla democrazia. Scendere in piazza per zittire il nemico non può essere preso a esempio (come stanno, invece, facendo in queste i vertici del Partito democratico) ma dovrebbe essere condannato da tutti.

Seimila persone “non violente” si sono radunate per “oscurare” l’apertura della campagna elettorale della Lega. Altre duemila, nel frattempo, hanno dato battaglia occupando le vie limitrofe e fronteggiando le forze dell’ordine che si sono viste costrette a intervenire con gli idranti. I più violenti facevano parte della rete........

© Il Giornale