L'arma sbagliata che uccide il confronto
Ascolta ora
00:00 00:00
Non ci sono mai piaciuti i fact checker. I maestrini con la matita rossa.
I puri del giornalismo che vanno a caccia di fake news. Spacciati per cavalieri della verità, molti di loro non sono altro che censori. Ci dicono cosa ha diritto di essere pubblicato e cosa no. Appiccicano bollini, inseriscono alert, alcuni hanno finanche l’autorità di decidere chi oscurare.
Non abbiamo mai capito da dove gli arrivi tanto potere né chi li abbia incoronati. Sono controllori senza controllore. Sono l’ultimo (forse l’unico) grado di giudizio. Non ammettono alcuna forma di ricorso. Sono una sorta di patibolo pubblico, una gogna culturale universalmente accettata e mai messa in discussione, anzi ammantata da un’aurea di santità. Alcuni social se ne servono per giustificare la propria scure. Altro che free speech. Come a........
