Il nodo preferenze alla prova dell'Aula. E Meloni teme i franchi tiratori
A meno di dodici dall'arrivo della legge elettorale nell'aula della Camera c'è una sola certezza: quello sulla reintroduzione delle preferenze sarà il primo voto non scontato dell'intera legislatura. Nonostante le ripetute riunioni tra gli sherpa di maggioranza e i contatti diretti tra Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il centrodestra non è infatti ancora riuscito a trovare una sintesi. Tanto che ieri l'emendamento che introduce una forma soft di preferenze (un capolista bloccato e una lista di sei nomi tra i quali esprimere fino a tre preferenze di genere alternato, sulla falsariga del sistema con cui si vota per la regione Toscana) è stato firmato solo da Fdi, Noi Moderati e Udc. Forza Italia e Lega, invece, si sono prese un supplemento di riflessione e hanno rinviato la decisione alle rispettive riunioni dei gruppi parlamentari in programma oggi alle 12. Un modo per sottolineare come la questione non sia in capo ai leader - cosa che ovviamente non è né potrebbe essere........
